Sanità

mar42021

Vaccini anti-Covid-19 in farmacia, Governo lavora su nuove ipotesi. Ecco come si organizzano le Regioni

Vaccini anti-Covid-19 in farmacia, Governo lavora su nuove ipotesi. Ecco come si organizzano le Regioni

Su vaccini e terapie anti Covid sono allo studio del Governo nuovi finanziamenti e la possibilità di coinvolgere le farmacie in una fase successiva

Su vaccini e terapie anti Covid sono allo studio del Governo nuovi finanziamenti e intanto sembra esserci l'intenzione di prendere in esame modelli che vedano il coinvolgimento di medici di medicina generale e, in una fase successiva, farmacie. Le linee di intervento emergono dalle anticipazioni che stanno circolando sui lavori di preparazione della bozza di Decreto Sostegno, su cui è impegnato il Governo. Intanto, proseguono i tentativi dal territorio per elaborare modelli per gestire la vaccinazione in farmacia.

In bozza Dl Sostegno ipotesi di due miliardi per vaccini e terapie anti-covid

Dai lavori di preparazione del decreto Sostegno, su cui è impegnato il Governo, emerge, come riferiscono le agenzie, una ipotesi di finanziamento di un pacchetto anti-Covid-19 per due miliardi di euro, destinati a vaccini e terapie e comprendenti sviluppo, trasporto e somministrazione. Mentre sulla campagna vaccinale si delinea, in una prima fase, l'intervento dei medici di famiglia, mentre in una seconda fase potrebbero essere coinvolte anche le farmacie. Sui lavori del decreto, comunque, è aperto il confronto e l'intenzione è di arrivare a una bozza di testo condiviso entro 7-10 giorni. Venerdì, a ogni modo, proprio sui vaccini è, al momento, in programma un incontro tra Governo e Regioni, al quale prenderanno parte anche il nuovo capo della Protezione civile, Fabrizio Curcio, e il nuovo commissario straordinario per l'emergenza Covid, il generale Francesco Paolo Figliuolo.

Sui vaccini in farmacia, passi avanti dalle Regioni. Il punto in Lazio e Lombardia

Per quanto riguarda il fronte regionale, si torna a parlare di vaccini in farmacia e dal Lazio sembra esserci qualche passo avanti: «A metà gennaio abbiamo consegnato alla Regione una proposta di Protocollo operativo - che prevede, tra gli altri aspetti, una organizzazione delle aree per l'accoglienza, la vaccinazione e la sorveglianza -, e una prima Bozza di Accordo» fa il punto Andrea Cicconetti, presidente di Federfarma Roma. «Venerdì c'è stato un incontro in cui abbiamo ribadito che le farmacie sono pronte e al momento siamo in attesa» dei prossimi passaggi. Ci sono «alcuni temi aperti: è prevista la presenza del medico vaccinatore, ma non ci è ancora stato chiarito se possa sovraintendere più farmacie o debba essere dedicato a un unico presidio».
Come riferito nella intervista di copertina di Punto Effe (3/2021), per l'elaborazione del protocollo «siamo partiti dall'esperienza maturata nell'effettuazione di test sierologici e tamponi antigenici rapidi in farmacia. Tale iniziativa, infatti, è stata in un certo senso un banco di prova che ci ha permesso di elaborare procedure di sicurezza, modelli gestionali e di organizzazione degli spazi - attraverso, per esempio, gazebo montati all'esterno -, nonché di tessere una rete di collaborazioni interprofessionali - con medici o anche attraverso l'intesa stipulata con l'Ordine nazionale dei biologi -, che costituiscono una buona base di partenza».

Sempre in una ottica di vaccinazioni anti-Covid-19 in farmacia, dalla Lombardia il vice presidente e assessore al Welfare della Regione, Letizia Moratti, in audizione in Commissione sanità, ha fatto il punto sulle «linee guida, deliberate oggi in Giunta, della campagna vaccinale, che ha l'obiettivo di coinvolgere il maggior numero di persone nel minor tempo possibile», con un ritmo, se ci saranno le dosi, di «170 mila vaccinazioni al giorno».
Per questo «abbiamo aggiunto dei nuovi centri, oltre ai 60 hub e ai 600 punti spoke già attivi. A regime i centri vaccinali massivi potranno garantire 140mila somministrazioni al giorno, oltre a 30mila dosi che saranno somministrate da ospedali privati, farmacie, domicili, aziende, medici di base e unità mobili». Ci sarà la possibilità di «poter aggiungere altri centri di vaccinazione massivi se sarà necessario. Previsto anche un dialogo con i Comuni per poter creare una convenzione che consenta loro di essere parte attiva nella campagna».

Francesca Giani
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