Sanità

set172020

Vaccini antiflu in farmacia, Ministero si attiva per nuovi canali. Tra Dpc e tempistiche, i nodi aperti

Vaccini antiflu in farmacia, Ministero si attiva per nuovi canali. Tra Dpc e tempistiche, i nodi aperti

La disponibilità di vaccini antinfluenzali nelle farmacie resta ancora un tema aperto, il ministero della Salute ha attivato canali per trovare nei prossimi giorni una soluzione sulle dosi, tempistiche e distribuzione

La disponibilità di vaccini nel canale delle farmacie resta ancora un tema aperto, anche se dalle sigle che ieri hanno partecipato al terzo incontro con il Ministero della Salute (Fofi, Federfarma e Assofarm), dopo l'ok della Conferenza Stato Regioni alla proposta ministeriale, che aveva destinato 250mila dosi alle farmacie, viene sottolineato che il Dicastero «ha attivato i canali per trovare entro i prossimi giorni una soluzione che consenta di rispondere ai bisogni della popolazione non compresa nelle categorie a rischio». Una soluzione quanto mai «auspicabile» sia perché la campagna vaccinale è ormai alle porte e sia, soprattutto, per garantire il diritto alla copertura per quei cittadini non inclusi ma che rappresentano la fascia di popolazione attiva.

Su disponibilità vaccini in farmacia Ministero attiva canali per soluzione a breve

Come si ricorderà, lunedì, la Conferenza Stato Regioni aveva dato l'ok alla proposta ministeriale di distribuire una quota di vaccini anti-influenzali attraverso il sistema territoriale delle farmacie, per garantire la possibilità di acquisto del vaccino da parte dei privati, prevedendo nell'immediato un impegno per Regione di una soglia minima dell'1,5%, con possibilità di aumento, in base all'andamento della campagna, del raggiungimento delle coperture vaccinali dei soggetti più fragili, e della effettiva disponibilità di ulteriori vaccini - tra cui un possibile stock da importare su autorizzazione di Aifa.
La soglia, però - pari, come sottolineato dalle farmacie in questi giorni, a circa 250mila dosi e a meno di 13 unità per farmacia -, «è assolutamente insufficiente a raggiungere gli obiettivi» ribadiscono le sigle nella nota congiunta. «È senz'altro un fatto positivo che le Regioni abbiano deciso di destinare una parte di vaccini alle farmacie». Soprattutto quest'anno, con l'emergenza sanitaria da Covid-19 in corso, conveniamo «sulla necessità di assicurare la massima copertura possibile contro l'influenza stagionale alle categorie a rischio - bambini, anziani e malati cronici» ma «ribadiamo anche l'importanza di poter garantire, ai fini di limitare la circolazione del virus influenzale, analoga copertura alla popolazione attiva: le persone che ogni giorno si recano al lavoro, frequentano i mezzi pubblici e hanno una più intensa vita di relazione». Tanto più che «si prevede un notevole aumento della richiesta, che potrebbe raggiungere 1,5 milioni di dosi rispetto a una media di circa un milione dell'anno scorso». Da qui l'impegno del Ministero che avrebbe «attivato i canali per trovare entro i prossimi giorni una soluzione».

L'avanzo dalle campagne regionali è tra il 5 e il 10% di dosi. Quest'anno difficoltà maggiori

A completare il quadro, a ogni modo, ci sono i numeri che sono stati raccolti nel documento della Direzione generale della Prevenzione sanitaria del Ministero della Salute, diffuso da Il Farmacista online, house organ di Fofi, e che ha fatto da base per la discussione in Stato Regioni di lunedì. A emergere, rispetto alla fornitura, è che, «dal momento che la raccomandazione è stata estesa a categorie di età precedentemente non incluse, le Regioni hanno acquisito un numero maggiore di dosi stimato intorno ai 17 milioni. È prevista l'acquisizione di dosi supplementari, pur con le difficoltà dovute alla mancanza di vaccini disponibili, per far fronte a un eventuale surplus di domanda. L'importazione di ulteriori dosi da mercati non Ue potrebbe servire da scorta in caso di eccesso di domanda». Per quanto riguarda le farmacie «ogni anno circa 800mila cittadini che non rientrano tra le categorie per le quali la vaccinazione è raccomandata si rivolgono al farmacista per acquistare a proprie spese il vaccino», mentre sul fronte Ssn, va detto che «ogni anno a fronte di oltre 11 milioni di dosi di vaccino acquisite sulla base del fabbisogno atteso, le dosi realmente somministrate sono poco più di 10 milioni, con un avanzo di quote variabile tra il 5 e il 10%». Per altro quest'anno si è «osservata una diminuzione delle attività dei centri vaccinali dovuta a sospensione o a riduzione del personale per ricollocamento durante l'emergenza», oggi impegnati anche nelle attività di contact tracing: «i servizi potrebbero incontrare difficoltà organizzative nella conduzione delle campagne».

Come distribuire le dosi regionali nel canale privato? Sul tavolo c'è ipotesi Dpc

Ma, sul tavolo, c'è anche un altro punto: in che maniera verranno distribuiti ai cittadini tramite le farmacie, quindi in maniera privata, le dosi di vaccini devolute dagli acquisti regionali - avvenuti per gara? Nel documento si fa riferimento alla Dpc o a una interazione con l'industria - diretta o mediata dalla distribuzione intermedia - conseguente alla rinuncia dalle Regioni di una parte della fornitura. Anche su questo punto gli aspetti da valutare saranno diversi.

Francesca Giani
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