Sanità

apr92020

Vaccini antinfluenzali, medici e Cittadinanzattiva: anticipare campagna ed estenderla ai 55enni

Vaccini antinfluenzali, medici e Cittadinanzattiva: anticipare campagna ed estenderla ai 55enni

Anticipare ad ottobre la campagna di vaccinazione antinfluenzale e anti-pneumococcica con l'abbassamento a 55 anni della somministrazione gratuita dei vaccini. L'appello di Cittadinanzattiva e Fimmg

Anticipare ad ottobre la campagna di vaccinazione antinfluenzale e anti-pneumococcica con l'abbassamento a 55 anni della somministrazione gratuita dei vaccini, l'appello lanciato da Cittadinanzattiva e Fimmg al ministro Roberto Speranza e alle Regioni. "Non possiamo permetterci di perdere neanche un minuto, Governo e Regioni devono muoversi ora per riuscire in tempo a stanziare i fondi e provvedere alle scorte necessarie di vaccino antinfluenzale e anti-pneumococco", si legge nella nota congiunta delle due Associazioni.

Rischio di scorte insufficienti

Sulla base di quanto raccomandato anche dall'Organizzazione mondiale della Sanità, Silvestro Scotti (segretario generale Fimmg) e Antonio Gaudioso (segretario generale Cittadinanzattiva) affermano: «Siamo consapevoli che l'emergenza Covid-19 abbia costretto l'intera struttura di Sanità pubblica del territorio nazionale e il personale sanitario a concentrare gli sforzi e le attività nella gestione dell'emergenza, tuttavia è altrettanto opportuno uno sforzo di programmazione con provvedimenti che possano assicurare un efficiente svolgimento della prossima campagna di prevenzione vaccinale contro l'influenza e lo pneumococco».
Il rischio concreto, dicono i due presidenti, "è di trovarsi a ottobre con scorte insufficienti di vaccini. Ripetendo così l'esperienza drammatica dei dispositivi individuali di protezione nei giorni più caldi della pandemia. Sono infatti poche le aziende produttrici di vaccini antinfluenzale e anti-pneumococcico e la particolarità del ciclo produttivo dei vaccini non permette di rispondere in emergenza ad un eccesso di richiesta, se non programmata anticipatamente".

Aggiornare il fabbisogno vaccinale

«Il nostro Paese - ricorda Scotti - non possiede strutture produttive in grado di renderci autonomi nella produzione di vaccini con la conseguenza di non poter fronteggiare, con una produzione interna, una possibile carenza vaccinale».
«Su questo - aggiunge poi Gaudioso si innesta anche l'attuale stop alle vaccinazioni sopra i due anni in diverse Regioni o in singole Asl. È invece fondamentale continuare in questa azione di prevenzione, per evitare che queste malattie si ripresentino, portando ulteriori danni».
Sono due i livelli d'azione proposti dai Presidenti: "è fondamentale che le Regioni approntino in tempi strettissimi una stima aggiornata del fabbisogno di vaccino e che comunichino l'incremento di richiesta coordinandosi con il Ministero della Salute. Allo stesso modo devono essere emanate quanto prima le raccomandazioni necessarie in tema di prevenzione e controllo dell'influenza, consentendo una migliore programmazione a livello regionale per completare velocemente tutte le procedure pubbliche di approvvigionamento".

Prevedere copertura finanziaria

Centrale anche il piano economico, visto che la maggiore richiesta di vaccini andrà finanziata non solo con i fondi ordinari delle Regioni, ma anche con fondi straordinari messi a disposizione dal Governo.
«Soldi - dice Scotti - che possono essere reperiti nei fondi destinati alla Protezione Civile. Sarebbe opportuno procedere con un provvedimento ad hoc per consentire l'acquisto del surplus di vaccini proprio con parte delle somme che in questo momento sono destinate alla Protezione Civile per fronteggiate l'emergenza. Solo muovendoci oggi saremo capaci di non farci trovare scoperti ad ottobre. Ignorare il problema sarebbe un grave errore, uno sbaglio che francamente non possiamo permetterci».
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