Sanità

set192017

Vaccini in Campania, Federfarma chiarisce: farmacie affiancano Regione per risolvere criticità

Vaccini in Campania, Federfarma chiarisce: farmacie affiancano Regione per risolvere criticità
Nella campagna vaccinale in corso, Federfarma Campania quotidianamente si affianca agli uffici regionali competenti, nell'affrontare e risolvere tutte le criticità dell'assistenza farmaceutica e in vari incontri con la Regione è stata ribadita la volontà delle farmacie campane di essere di supporto a tale iniziativa, realizzando progettualità costruttive. Questo è uno dei molti temi toccati da Nicola Stabile presidente regionale di Federfarma, in una lettera inviata al governatore della Regione Campania, Vincenzo De Luca.

«La Regione Campania sotto la sua guida si è distinta per aver condotto a termine il difficile iter del concorso ordinario che, sbloccato dopo anni di inerzia amministrativa, ha dotato il territorio regionale di un'assistenza farmaceutica più in linea con le moderne necessità. Ci sentiamo pertanto motivati ad investire ancora sulla provata efficienza della sua amministrazione per risolvere alcune criticità del settore che ne frenano le potenzialità di produrre servizio in favore della collettività. In affiancamento e sostegno della efficiente azione di controllo e vigilanza condotta sul territorio dall'Ufficio regionale competente, sarebbe necessario promuovere in consiglio regionale un intervento legislativo volto a prevedere provvidenze in favore dei farmacisti rurali adeguate alle attuali necessità di servizio e degli oneri relativi. Nell'ambito di tale iniziativa sarebbe opportuno anche circoscrivere il campo di applicazione della recente Legge sulla concorrenza alle situazioni con più scarso impatto sociale. In tale ottica, appare tanto più necessario, infatti, sostenere e motivare chi è costretto ad operare in situazioni disagiate, disincentivando, al contrario, la tentazione di delocalizzarsi verso ambiti socio-territoriali più redditizi. Tale pericolosa deriva verso una sorta di "urbanesimo" dell'assistenza farmaceutica, va ragionevolmente contrastata per evitare il conseguente depauperamento del patrimonio sanitario territoriale. In questo quadro, si avverte la inderogabile necessità dell'adozione di un altro nevralgico intervento legislativo che, ispirandosi coerentemente al perimetro normativo nazionale, coordini e disciplini quel confuso "coacervo" di interventi regionali che in passato, le precedenti amministrazioni, hanno innestato, spesso in maniera irragionevole e disorganica, nel corpo dell'organizzazione farmaceutica, sovvertendone funzioni ed efficienza. Sotto questo aspetto appare più che mai urgente, ricondurre l'utilizzo del dispensario farmaceutico alla disciplina prevista dalla norma di principio nazionale, e difendere la riserva territoriale della sede farmaceutica, da "invasioni" che non siano limitate a eventi di oggettiva emergenza. E' opportuno sottolineare come il sistema farmaceutico sia fondato su di un pilastro normativo, più volte riconosciuto dalla Corte Costituzionale nonché, in ultimo, anche dalla Corte di Giustizia Europea.

Tale pilastro è il cosiddetto "contingentamento" delle farmacie, realizzato e regolato, in sede locale, dalla Pianta Organica, quale strumento di pianificazione del servizio farmaceutico sul territorio. Tale strumento si trova ad essere spesso aggredito e svuotato dalla scriteriata istituzione di dispensari, da trasferimenti fuori sede autorizzati al di fuori di situazioni oggettivamente "gravi, urgenti e provvisorie", dalla disinvolta istituzione di sedi col criterio topografico, dai commissariamenti comunali che si protraggono per anni, prelazioni comunali affidate a gestioni private etc. La Regione non deve e non può abdicare al suo ruolo istituzionale di programmazione e coordinamento dell'assetto farmaceutico così come deliberato dagli Enti locali competenti, la cui attività di organizzazione ordinaria del territorio non può non essere assoggettata ad un superiore controllo di legittimità, congruità e ragionevolezza. Il rischio, altrimenti, consiste nel vedere proliferare una molteplicità di modelli e "campanili", ciascun dotato di un proprio, "personalizzato" assetto farmaceutico. Mi permetta una ultima considerazione. In seguito alla lettura di alcune agenzie di stampa, in merito alla corrente campagna vaccinale in corso, mi preme effettuare alcune precisazioni: nell'attribuire ad una singola associazione provinciale il ruolo di interlocutore della Regione Campania nel trattare temi di incidenza regionale, la stampa si rende corresponsabile di una rappresentazione riduttiva e fuorviante. Federfarma Campania, se sentita sull'argomento, avrebbe potuto dar conto del grande impegno che, quotidianamente, la affianca agli uffici regionali competenti nell'affrontare e risolvere tutte le criticità dell'assistenza farmaceutica regionale. Personalmente sono stato protagonista, con il dr. Trama ed il dr. Romano di più incontri dove è stata ribadita la volontà delle farmacie campane di essere di supporto a tale iniziativa, realizzando progettualità costruttive e non mere e sterili operazioni di facciata che non portano alcun beneficio al cittadino, nostro comune e unico "datore di lavoro"».
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