Sanità

apr192017

Vaccini, Mandelli: tradurre la ricerca in messaggi chiari per il pubblico

Vaccini, Mandelli: tradurre la ricerca in messaggi chiari per il pubblico
Non è più rinviabile una rivoluzione culturale che consenta di tradurre i dati della ricerca scientifica in messaggi chiari per il pubblico, in particolare per quanto riguarda le vaccinazioni, oggetto di vere e proprie campagne di disinformazione. Questo è il messaggio che lancia il presidente della Fofi Senatore Andrea Mandelli intervenendo sul dibattito accesso dalla trasmissione di Rai 3, Report sui vaccini andata in onda nei giorni scorsi. «È inaudito, per esempio, che ancora si associ il vaccino trivalente all'autismo, dopo anni che l'unico studio che prospettava questo legame è stato smentito e ritirato. È un po' come se si desse credito a coloro che pensano di avere visto i dischi volanti nei cieli delle nostre città. Invece è evidente che ogni qual volta la copertura vaccinale scende, aumentano i casi di malattia, come registrato per il morbillo. Come qualsiasi farmaco o presidio i vaccini devono essere sottoposti a uno scrupoloso sistema di farmacovigilanza, ma questo non significa revocarne in dubbio la validità».

La nota Fofi sottolinea che nelle società industrializzate le condizioni oggettive rendono più facile sottovalutare i benefici delle immunizzazioni: «Ancora negli anni sessanta era possibile incontrare persone che portavano su di sé i segni di malattie devastanti ma prevenibili con i vaccini come la poliomielite, oggi non è più così e questo semplifica il gioco di chi disinforma» prosegue Mandelli. «Dobbiamo mettere a punto una strategia di comunicazione univoca, che coinvolga tutti i professionisti della salute, a cominciare da quelli a più diretto contatto con il pubblico, come i farmacisti. Deve essere chiaro che chi presenta un messaggio differente, chi insinua sospetti o nega evidenze si pone fuori dalla comunità scientifica. La stessa che ha fatto sì che dagli anni del dopoguerra non si muoia più per una polmonite nel 50% dei casi, che ha fatto sì che il vaiolo sparisse e che per un'ulcera gastrica non sia più necessario ricorrere sempre al bisturi. Quali successi possono vantare i negatori del metodo scientifico? Non sarà un compito semplice ma è di importanza vitale». (SZ)
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