Sanità

mar242021

Vaccini, nodi da sciogliere sulla sicurezza in farmacia. Al via protocollo ligure con il medico

Vaccini, nodi da sciogliere sulla sicurezza in farmacia. Al via protocollo ligure con il medico

È in via di elaborazione un Protocollo con le indicazioni operative nazionali sulle vaccinazioni in farmacia. Intanto in Liguria il 29 marzo partiranno le prime farmacie

Il cosiddetto Decreto Sostegni, che ora dovrà vedere l'avvio dell'iter parlamentare in Senato, ha dato, di fatto, l'ok alla figura del farmacista vaccinatore, che potrà inoculare il vaccino anche senza la presenza del medico, andando a modificare le previsioni della legge Bilancio 2021. Per l'operatività saranno necessari Accordi, che definiscano requisiti, dettagli tecnici e misure di sicurezza e, da quanto si apprende, è in via di elaborazione un Protocollo che faccia da guida a livello nazionale. Intanto, sono in partenza in Liguria, il 29 marzo, le prime farmacie, inserite come punti di vaccinazione sul territorio (Pvt) nella rete regionale, nelle quali, per ora con la supervisione del medico, si procederà alla somministrazione del vaccino alla popolazione. Mentre, in contemporanea, in Lazio è in fase di avvio il censimento delle farmacie interessate a inoculare il vaccino.

Farmacista vaccinatore: servono passaggi operativi. Si va verso Protocollo nazionale

Pubblicato ieri in Gazzetta Ufficiale, il cosiddetto Decreto Sostegni ha portato, come si sa, sostanziali modifiche al modello di coinvolgimento delle farmacie nella campagna vaccinale contro il Covid-19, andando a modificare l'articolo della Legge Bilancio 2021 in cui era prevista la supervisione del medico. La possibilità per le farmacie di inoculare, tramite un farmacista, il vaccino, deve comunque trovare uno sviluppo operativo attraverso Accordi che definiscano «requisiti strutturali e misure di sicurezza» e, da quanto si apprende, a livello nazionale, si è al lavoro, anche in contatto con il ministero della Salute, per l'elaborazione di un protocollo, che definisca tali aspetti operativi e tecnici e che possa garantire omogeneità nelle modalità di svolgimento. Tra le questioni aperte c'è poi anche la formazione, su cui si è in attesa di chiarimenti sul percorso necessario al farmacista per poter inoculare.

Vaccini in farmacia, parte la Liguria: sedute con supervisione del medico

Intanto, il 29 marzo è la data fissata per la partenza delle prime farmacie, in Liguria, coinvolte direttamente nella vaccinazione della popolazione. Come ha spiegato Francesca Massa, direzione Federfarma Liguria e Relazioni istituzionali Ufl (Gruppo Unifarm), in una intervista a F-Online, il «progetto inserisce a pieno titolo la farmacia nella rete vaccinale della Regione, mettendola nelle condizioni di poter essere impiegata anche nelle successive campagne vaccinali. Partiamo, ora, su un modello che vede come cornice normativa la Legge di Bilancio 2021, con la supervisione della seduta vaccinale da parte del medico che effettua l'inoculazione e l'anamnesi. Ricordiamo che l'accordo è stato siglato il 17 febbraio, ma è il risultato di trattative condotte a partire fin dal mese di dicembre. Quando il decreto Sostegni sarà completato con i protocolli attuativi, l'accordo sarà adattato alle nuove disposizioni, d'intesa con la Regione». Al momento, spiega ancora Massa, «con la Regione sono stati definiti, oltre all'accordo principale, i vari aspetti operativi e documenti tecnici attuativi. L'avvio delle attività è graduale e vede un primo coinvolgimento (per la prima settimana-15 giorni) di circa 50 farmacie, distribuite equamente sul territorio, a cui se ne aggiungeranno altre 100 in due tranche successive. L'obiettivo è di effettuare inizialmente circa 2.500-3.000 inoculazioni a settimana, per poi aumentare progressivamente. A ogni modo, sono circa 150 le farmacie che hanno dato la propria adesione e stiamo indicando alla Regione quelle che hanno già attrezzato gli spazi - alcune hanno organizzato locali esterni e ci sono anche dei casi in cui più farmacie si sono consorziate - e hanno già uno o più medici di riferimento. Per il momento, non c'è il coinvolgimento dei medici di medicina generale, ma solo quelli in libera professione». In merito alle attività da effettuare all'interno del punto vaccinale, «compito della farmacia è l'organizzazione generale del Pvt, sia per gli adempimenti amministrativi e che per quelli più legati alla professione, come la preparazione delle dosi. Si parte dalle attività amministrative di registrazione e comunicazione dei dati, la gestione del consenso informato e della scheda dati anamnestici, così come la conservazione e tracciatura del vaccino, la preparazione galenica e la predisposizione del materiale necessario all'inoculazione, nonché il conferimento dei certificati vaccinali». Tra gli altri ambiti di attività condivisi con la Regione, «c'è poi la prenotazione in farmacia della vaccinazione tramite l'utilizzo del programma informatico regionale, per i cittadini over 80 e per tutte le fasi successive e l'attività di sensibilizzazione della popolazione sull'importanza del vaccino anti Covid-19».
Un importante ruolo è poi quello «ricoperto dalla distribuzione intermedia: tutti e sette i siti già operativi nella Dpc-farmaci potranno detenere presso i propri magazzini le scorte di vaccino, che verranno, man mano, consegnate alle farmacie per le sedute vaccinali. Inoltre, la rete delle farmacie e della distribuzione intermedia è coinvolta anche nella distribuzione delle dosi ai medici di medicina generale che decidano di inoculare il vaccino presso i propri ambulatori».

In Lazio censimento delle farmacie che intendono partecipare a campagna

Per quanto riguarda il Lazio, «da tempo» spiega a Farmacista33 Andrea Cicconetti, presidente di Federfarma Roma, «abbiamo espresso la nostra disponibilità a essere coinvolti direttamente nella campagna vaccinale contro il Covid-19 e abbiamo presentato documenti e proposte. Al momento, stiamo per far partire una sorta di censimento delle farmacie che, a titolo volontario, intendono avviare la vaccinazione, anche con il coinvolgimento di farmacisti. Faremo avere questi dati all'Assessore alla salute, Alessio D'Amato, che ce li ha richiesti». Mentre, «per quanto riguarda la definizione degli aspetti tecnici e delle modalità operative» punto di partenza sarà quanto «verrà definito a livello nazionale. Con la Regione occorrerà poi capire, più nel dettaglio, quantitativi, tempistiche, modalità di approvvigionamento e somministrazione, su cui si stanno avviando riflessioni, a titolo esplorativo, e tutti gli altri aspetti più tecnici».

Francesca Giani
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