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Vaccini Pfizer, Arcuri: campagna rallentata per taglio dosi. Governo pronto ad azione legale

Vaccini Pfizer, Arcuri: campagna rallentata per taglio dosi. Governo pronto ad azione legale

Il rallentamento nella distribuzione dei vaccini anti-Covid di Pfizer mette a rischio la campagna vaccinale lasciando senza seconda dose 54 mila persone. L'Avvocatura di Stato pronta ad azione legale

Il rallentamento, per riduzione dosi e ritardi, nella distribuzione dei vaccini anti-Covid di Pfizer mette a rischio la campagna vaccinale avviata in Italia, lasciando senza seconda dose 54 mila persone motivo per cui l'Avvocatura generale dello Stato è stata attivata dal Governo per valutare quali azioni legali intraprendere. Il dato sul "buco" di dosi che sta creando l'azienda emerge dai dati presentati ieri dal commissario per l'emergenza Covid Domenico Arcuri e discussi nella riunione fra le Regioni e i ministri degli Affari regionali Francesco Boccia e della Salute Roberto Speranza.

Report di Arcuri: a rischio la seconda dose

Dal report evidenzia che la situazione con l'azienda farmaceutica sta diventando sempre più complicata, con una "forte asimmetria distributiva a livello delle Regioni" e un "potenziale danno alla salute pubblica". Così gli uffici del commissario "hanno condiviso con l'Avvocatura generale dello Stato il dossier per valutare i diversi profili di responsabilità in caso di inadempienza e le possibili azioni da intraprendere a tutela degli interessi del Paese e dei cittadini". Durante la riunione il commissario ha evidenziato che per le consegne della settimana in corso, "Pfizer ha operato unilateralmente e senza preavviso una sostanziale riduzione delle dosi (da 562.770 a 397.800, il 29% in meno), secondo una logica né anticipata né condivisa con il commissario né con le Regioni". Inoltre, l'azienda - si segnala il documento - ha comunicato "che vi saranno riduzioni anche per le prossime 3 settimane e solo da metà febbraio ci sarà rafforzamento della distribuzione". Con "conseguenze sull'andamento delle vaccinazioni evidenti". Secondo i dati elaborati dallo staff di Arcuri, "in questa settimana, malgrado la riduzione delle consegne, il potenziale di somministrazione di dosi al giorno è di 77.387 con il 30% di stock in magazzino".

Mancano all'appello 54.071 dosi di vaccini

Al momento le interlocuzioni con Pfizer, che "ha reiteratamente disatteso, sin dall'inizio del rapporto, alle comunicazioni progressivamente inviate agli uffici del commissario" sono in "una situazione di stallo". L'azienda il 16 gennaio "ha confermato l'invio delle minori dosi (397.800) e ha comunicato inoltre che a partire dalla settimana del 25 gennaio 'torneremo ad un programma di consegne delle dosi in linea con quello con voi già discusso' e che 'a partire dalla metà di febbraio, i quantitativi disponibili aumenteranno'". Ma Pfizer ha comunicato alla struttura commissariale "l'ennesimo ritardo". Negli ultimi due giorni sarebbero dovute arrivare "solo 53.820 delle 294.840 previste", le rimanti dovrebbero arrivare oggi. Secondo il report "qualora tutte le Regioni somministrassero tutte le dosi disponibili nella settimana precedente (116.154 al giorno in Italia) con il solo magazzino residuo (30%, pari a 119.340) nonché con le dosi ipotizzate in consegna da Pfizer, non ci sarebbero tutte le dosi necessarie per i richiami (628.541) considerando il numero dei vaccinati nei 21 giorni precedenti". Mancherebbero all'appello 54.071 dosi per il richiamo. Nella riunione si è quindi virato sulla necessità di "condividere una distribuzione delle dosi".

Avvocatura generale dello Stato valuta le azioni legali

Il Governo italiano ha attivato l'Avvocatura generale dello Stato per valutare quali azioni legali sollevare e, secondo fonti del commissariato per l'emergenza, il foro competente è Bruxelles perché l'azienda farmaceutica Pfizer in Belgio ha sede. L'azione legale partirà nei prossimi giorni, l'Avvocatura è stata coinvolta ieri sera, dopo la riunione Stato-Regioni cui hanno preso parte Arcuri, il ministro della Salute, Roberto Speranza, il ministro per gli Affari Regionali, Francesco Boccia, e i governatori delle Regioni. Al termine della riunione Arcuri ha annunciato le azioni legali «Ho ricevuto una unanime solidarietà da parte di tutti i presidenti delle regioni e delle province autonome del nostro paese nel corso della riunione appena conclusa alla presenza dei ministri Speranza e Boccia». Le Regioni, dl canto loro, si dicono pronte a essere a fianco di Governo e Commissario "per tutte le azioni che si vorranno intraprendere allo scopo di tutelare il diritto alla salute dei cittadini italiani". Il presidente Stefano Bonaccini della conferenza delle Regioni al termine del confronto di oggi con il Governo ha dichiarato: «Il sistema sanitario reagirà nelle prossime ore grazie anche a un accordo di solidarietà fra le Regioni, almeno per calmierare alcune sperequazioni, e puntando sulla somministrazione delle seconde dosi, ma occorre - ha concluso Bonaccini - un'azione corale per tutelare nel migliore dei modi il nostro Paese per avere la quantità di vaccini che ci spetta».

(SZ)
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