Sanità

dic52020

Vaccino anti-Covid-19, farmacie nel piano del Commissario straordinario. Ecco modalità e tempistiche

Vaccino anti-Covid-19, farmacie nel piano del Commissario straordinario. Ecco modalità e tempistiche

Saranno 202.573.000 le dosi di vaccino destinate all'Italia suddivise in quattro tranche. Inizialmente saranno eletti 1500 siti di somministrazione e nella seconda fase sarà possibile il coinvolgimento delle farmacie

Saranno 202.573.000 le dosi di vaccino destinate all'Italia, suddivise, nel 2021, in quattro tranche e con un'ultima consegna nei primi tre mesi del 2022. Se, inizialmente, saranno eletti 1500 siti di somministrazione, in Asl, ospedali, farmacie ospedaliere - sostenute da anche unità mobili per garantire la capillarità -, e saranno creati dei team, con medici, infermieri, Oss, e amministrativi, nella seconda fase, dal secondo trimestre, è molto probabile che a somministrare saranno anche medici di medicina generale e pediatri di libera scelta, mentre successivamente, quando la campagna sarà ancora più massiva, sarà possibile il coinvolgimento delle farmacie. Centrale, nella logistica, sarà l'Esercito, con un ruolo nella distribuzione e stoccaggio, ma non si esclude il ricorso ad altri attori. A fare il punto sul piano esecutivo della campagna vaccinale contro il Covid-19, è stato, ieri, in audizione in commissione Trasporti della Camera, il Commissario per l'emergenza, Domenico Arcuri.

Le dosi spettanti all'Italia: 202.573.000 in quattro tranche nel 2021 e una nel 2022

«L'Italia e l'Europa si stanno attivando per la più grande vaccinazione di massa» ha detto Arcuri. «Al momento, va ricordato, nessun vaccino è stato approvato, né da Ema, né da Aifa, né dalla Fda. Gli studi e le sperimentazioni delle sei aziende produttrici, con le quali sono state intraprese le negoziazioni europee, sono incoraggianti ed Ema ha già comunicato che potrebbe concludere la sua attività di certificazione del primo vaccino - quello di Pfeizer e Biontech - il 29 dicembre e quello di Moderna il 12 gennaio. L'Italia ha diritto al 13,46% del totale che sarà via via distribuito dall'Europa e ci arriveranno complessivamente 202.573.000 dosi. Anche considerate le dosi necessarie per il richiamo, da effettuare a distanza di qualche settimana, i quantitativi sono sufficienti per vaccinare fino a 101 milioni di cittadini, che significa coprire la totalità della popolazione e avere anche una scorta per l'anno successivo. Le consegne sono state divise in quattro tranche nel 2021 e una nel 2022. Potremmo ottenere fino a 28 milioni nel primo trimestre dell'anno prossino, fino a 57 milioni nel secondo, fino a 74 nel terzo, fino a 35 nel quarto, mentre gli ultimi 8 milioni arriveranno nel primo trimestre del 2022. In questo modo, a cavallo tra il secondo e il terzo trimestre del 2020, saremo potenzialmente in condizione di vaccinare, gratuitamente, la totalità della popolazione. Quanto alla organizzazione della campagna, in capo alla struttura commissariale, il 17 novembre abbiamo iniziato le interlocuzioni, quotidiane, con le Regioni, con le Forze Armate - che supporteranno la struttura commissariale per il trasporto in sicurezza, la conservazione e la somministrazione nei luoghi scelti - nonché con le aziende».

Modelli per distribuzione, conservazione e somministrazione: avvio con 1500 siti

Sono sostanzialmente due i modelli messi in campo, in base alla tipologia di vaccini. «I primi che verranno autorizzati, secondo le previsioni di Ema, sono, come detto, quelli Pfizer e Biontech, che vanno conservati a temperature bassissime (almeno -75° C). Sarà direttamente l'azienda a consegnare in sicurezza le dosi nei punti di distribuzione e somministrazione sul territorio, che, come convenuto con le Regioni, saranno 300. Si tratta, sostanzialmente, di presidi ospedalieri, l'87% dei quali dispone già delle celle frigorifere necessarie per conservare le dosi, anche per un periodo superiore ai 15 giorni. Mentre il restante 13% verrà dotato delle celle dalla struttura commissariale». Ci sarà poi il ricorso «alle unità mobili, che andranno, per esempio, nelle Rsa o dove ci sarà l'organizzazione della somministrazione».

Reclutare 20mila professionisti per i team di somministrazione

Il secondo modello, meno complesso ma interessato da quantitativi maggiori, concerne «i vaccini che si possono conservare tra i 2 e gli 8 gradi, in normali frigoriferi. In questo caso, le aziende produttrici consegneranno i quantitativi in un Hub centrale - probabilmente messo a disposizione delle Forze Armate - e da qui trasportati in sicurezza, con l'aiuto dell'Esercito, nei 1.500 punti che organizzeranno la somministrazione (oltre ai 300 già individuati, si aggiungeranno altri 1.200 punti sanitari, che saranno Asl, presidi ospedalieri e farmacie ospedaliere). Il piano è che ci sia almeno un punto di somministrazione ogni 30mila abitanti circa». Anche in questo caso, «ci sarà il ricorso alle unità mobili, che sarà ancora più massiccio, e servirà a raggiungere i luoghi più reconditi del Paese e a vaccinare le fasce più fragili, per esempio gli anziani, che non sono in condizione di recarsi nei centri». Quanto alla somministrazione, nelle fasi iniziali, «stiamo prevedendo un ricorso straordinario a 20mila professionalità, che dovranno essere formate e potranno essere utilizzate per il tempo della campagna. Le ricercheremo attraverso una Richiesta di manifestazione di interesse pubblico, che presto emaneremo, e ne coordineremo l'utilizzo insieme ai punti di somministrazione locali. Il team è stato già progettato e ogni gruppo sarà composto da un medico, quattro infermieri, personale amministrativo e Ooss».

Nella fase di vaccinazione massiva probabile coinvolgimento farmacie

È molto probabile, continua Arcuri, che più avanti, forse nel secondo trimestre, a medici di medicina generale e a pediatri di libera scelta sarà richiesto di somministrare il vaccino. Inoltre, come era stato anticipato dal ministro della Salute, Roberto Speranza, più avanti ancora, sarà possibile coinvolgere anche le farmacie, in modo che diano un contributo nella fase più massiva della vaccinazione».

Esercito per la logistica ma interlocuzioni già avviate con Distributori

Quanto alla distribuzione delle dosi, «l'idea è che questa avvenga, via via che le dosi arriveranno nel nostro Paese, in modo omogeneo su tutto il territorio: non è ammissibile immaginare che la possibilità di ricevere il vaccino dipenda dal luogo in cui si vive e si lavora. Le Forze Armate restano il primo e principale soggetto a cui è richiesto un contributo nel trasporto, distribuzione e, se serve, stoccaggio. Se sarà necessario coinvolgere altri attori della logistica, lo faremo. Quanto, invece, alle aziende della distribuzione e stoccaggio dei farmaci abbiamo già iniziato positivamente un dialogo».

Tracciamento: Governo al lavoro con Poste e Eni per sistema informativo

Il Governo è un ulteriore punto toccato dal Commissario, «sta lavorando con Poste Italiane ed Eni, coinvolte pro bono, alla realizzazione di un sistema informativo che permetterà di tracciare ogni dose di vaccino, dall'arrivo sul territorio alla somministrazione. Il sistema sarà anche in grado di gestire processi di prenotazione, somministrazione e rendicontazione dell'avvenuta vaccinazione per ogni cittadino, oltre che farmacovigilanza e follow up. Dati che saranno, poi, trasferiti al sistema informativo del ministero della Salute e saranno informazioni trasparenti». A ogni modo, «pubblicheremo un piano esecutivo, che verrà inviato al Parlamento, che permetterà di seguire la campagna, per verificarne efficacia e tempestività nelle prossime settimane». In merito, infine, all'immunità di gregge, «gli esperti ci dicono che almeno il 60% dei cittadini dovrà essere vaccinato per raggiungere un livello di contagiosità scarso del virus. Noi auspichiamo che, anche grazie a una campagna di comunicazione massiva, si possano superare le remore che ci sono a sottoporsi al vaccino».
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