Sanità

gen162021

Vaccino Covid-19. Sindacato dipendenti e Ordine: indiscutibile priorità per farmacisti e personale farmacie

Vaccino Covid-19. Sindacato dipendenti e Ordine: indiscutibile priorità per farmacisti e personale farmacie

Sull'accesso prioritario dei farmacisti e del personale delle farmacie al vaccino Covid-19 non ci sarebbe necessità di discutere, il farmacista è profilo sanitario. La posizione della Fofi e del Sindacato dipendenti

«Sono sorpreso e un po' avvilito. Sull'accesso prioritario dei farmacisti al vaccino Covid-19 non ci sarebbe necessità di discutere. Il farmacista è profilo sanitario. Il suo livello di esposizione al rischio di contagio è elevato e palese. Pur non citandoci esplicitamente il Piano Vaccinale nazionale ci include per via deduttiva tra le categorie da convocare subito, là dove non è stato fatto siamo in presenza di distonie gravi che fanno pensare a incompetenza o ad ingiustificato pregiudizio verso la categoria». Con un po' di amarezza il vicepresidente della Federazione degli Ordini Luigi D'Ambrosio Lettieri commenta le recentissime vicissitudini relative alla mancata convocazione, in alcune regioni, dei farmacisti nelle sedute vaccinali per l'immunizzazione dal Covid-19. Un tema che è anche all'attenzione anche dei sindacati dei dipendenti: la Cgil Filcams ha, infatti, sollevato la richiesta di vaccinare con priorità sia i titolari delle farmacie territoriali sia i dipendenti e tutto il personale e dei lavoratori delle farmacie e le professionalità ad esse collegate (operatori, magazzinieri) secondo il piano nazionale vaccinale.

Cgil Filcams: farmacie luogo delicato non avulso dal contesto sanitario

In tempo di pandemia, scrive Cgil, "la farmacia ha rappresentato uno dei primi presidi territoriali sanitari, dove i farmacisti hanno offerto informazioni, consigli e indicazioni ai cittadini disorientati. Questo significa che le farmacie sono un luogo delicato che non può essere avulso dall'insieme del contesto sanitario. Per questo riteniamo grave che ad oggi i lavoratori delle farmacie e le professionalità ad esse collegate (operatori, magazzinieri), non siano stati omogeneamente ricompresi tra i sanitari da vaccinare nel piano nazionale, e che ci siano quindi variabilità regionali riguardo al loro accesso al vaccino: coloro che sono chiamati a svolgere anche il ruolo di orientamento sul tema della vaccinazione non vedono presa in considerazione la propria necessità di sicurezza e riconosciuta l'importanza del ruolo e la delicatezza dell'ambiente in cui operano nel momento decisivo per la ricerca della possibile soluzione alla crisi sanitaria".

Priorità indicate da task force regionali. Situazione a macchia di leopardo

Il comunicato della Cgil, che ricorda i rischi corsi dal farmacista nei contatti con il pubblico, arriva dopo due settimane in cui sia l'ordine nazionale con Andrea Mandelli sia il Governo, con il ministro della Salute, hanno raccomandato alle regioni di considerare tutti gli operatori sanitari, negli ospedali come sul territorio, target prioritari nel vaccinare contro il Sars-CoV2. Nel Piano del Commissario all'Emergenza Domenico Arcuri in realtà si dà generica priorità ad operatori sanitari e sociosanitari, residenti e personale delle Rsa per anziani nonché al personale addetto a logistica, approvvigionamento, stoccaggio e trasporto senza citare il farmacista. Di fatto, a indicare alle Asl chi inserire prima in lista sono task force regionali, nell'ambito del coordinamento tra Ministero della Salute, Commissario e Regioni che assicura la governance del sistema. E, se Puglia ed Emilia-Romagna non hanno avuto dubbi ad inserire il farmacista e chiamarlo, se in Lombardia si è attivato un sistema di prenotazione "sartorializzato" sul professionista purché operante in regione, se in Sicilia da qualche giorno c'è un form dove ogni operatore sanitario, farmacista incluso, si prenota online specificando la categoria d'appartenenza, qualche altra regione ha tardato ed è finita in cronaca. Ad esempio, in Liguria inizialmente i farmacisti erano stati dimenticati, forse anche per problemi di riorganizzazione (il rieletto governatore Toti è anche assessore alla salute ad interim ed era in corso il ricambio dei vertici dell'agenzia sanitaria Alisa) mentre ad altri convenzionati - i medici - la regione aveva inviato convocazioni ad personam.

In Liguria inviato elenco dei farmacisti operativi da convocare

La categoria ha intrapreso un'opera di sensibilizzazione a livello regionale e provinciale, «forte in particolare a Savona dove con la Fofi guidata da Giovanni Zorgno abbiamo operato in stretta sinergia», spiega il presidente Federfarma Savona Aldo Gallo. «In 48 ore il nuovo Commissario di Alisa Francesco Quaglia ha chiesto alla Federazione ligure e agli Ordini l'elenco dei farmacisti operativi da convocare. Solo a Savona abbiamo avuto 300 richieste di adesione, di titolari e non; le Asl hanno chiesto gli elenchi e si stanno attrezzando. Ora è importante che i vaccini ci siano. Abbiamo notizie di disponibilità di dosi, è essenziale intervenire per evitare il rischio di situazioni di contagio che come ci dice la cronaca si sono già verificate, con chiusura di farmacie strategiche (a Genova ndr.)». Gallo sottolinea anche che le farmacie locali stanno recuperando i nominativi del personale non laureato, magazzinieri, cosmetologi, erboristi che operano a contatto con il pubblico in farmacia. «Per trasmettere i loro nomi facciamo capo all'ordine di riferimento del farmacista titolare che invierà l'elenco ad Alisa ed alle Asl così da non lasciare indietro nessuno. L'auspicio è che tutto il personale della farmacia sia vaccinato questo mese».

Regioni virtuose hanno convocato i farmacisti in prima battuta

D'Ambrosio Lettieri, che è presidente d'ordine di Bari-Bat, ammette che in Puglia le cose sono andate bene. «Una parte delle regioni, consapevole dei livelli di rischio nelle farmacie, ha sventato le difficoltà interpretative e la nostra presunta esclusione dal piano Arcuri. Altrove, in modo inatteso e imbarazzante, non si sono considerate qualità, efficienza, generosità ed impegno profusi da una categoria che in questa emergenza è stata protagonista di pagine straordinarie. Garbatamente sollecitata dall'Ordine, la Regione Puglia ha adottato tra le prime criteri di convocazione virtuosi grazie all'assessore Pier Luigi Lopalco, figura di indiscussa competenza scientifica, e al Dg del Dipartimento Promozione Salute Vito Montanaro. Tra gli operatori sanitari per i quali è previsto accesso prioritario sono stati esplicitamente inseriti i farmacisti (e gli odontoiatri): in questa fase, in cui la vaccinazione sta per partire sotto la gestione delle Asl, per immunizzarsi ci si può iscrivere nel form della regione e si dovrebbe essere subito chiamati; in parallelo anche gli ordini provinciali come il nostro hanno approntato un form per la raccolta delle adesioni. Tra l'altro, sono elevatissime: nella prossima settimana contiamo che praticamente tutti gli iscritti possano aver aderito alla campagna».

Mauro Miserendino
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