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Vaccino influenza meno efficace per ceppo più aggressivo. Potenza duplicata se ripetuto ogni anno

Vaccino influenza meno efficace per ceppo più aggressivo. Potenza duplicata se ripetuto ogni anno
Dal Nord America giungono notizie che inducono a ritenere che gli scienziati d'Oltreoceano annettano alle epidemie influenzali stagionali una rilevanza superiore rispetto a quanto avvenga in Europa. Abbastanza clamoroso, in questo senso, è stata la recente decisione dei Centers for Disease Control and Prevention (Cdc) di Atlanta di posticipare un incontro pubblico già programmato con una sessione dedicata alla preparazione di un eventuale attacco nucleare per dare priorità a un workshop volto a dare indicazioni agli operatori sanitari su come ridurre la diffusione dell'influenza e far fronte alla carenza di farmaci antivirali nelle aree più colpite del Paese. «Finora questa stagione influenzale si è mostrata degna di attenzione per il gran volume di casi che si stanno registrando in quasi tutti gli Stati e che stanno mettendo in difficoltà le strutture sanitarie» si legge in un comunicato dei Cdc con il quale si annunciava la variazione del tema discusso e in cui si ricordava che «la maggior parte dell'attività influenzale è legata al virus AH3N2, associato complicanze più gravi nelle persone più fragili, in particolare anziani e bambini». Un ceppo influenzale A particolarmente aggressivo, probabilmente responsabile di una minore efficacia del vaccino allestito per l'attuale stagione influenzale.

Questa, almeno, è l'ipotesi proposta da Theresa Tam, direttrice della Sanità pubblica canadese, basata sul fatto - ha spiegato - che nell'emisfero Sud, dove la stagione influenzale è già passata, si è registrata una scarsa efficacia vaccinale contro l'H3N2. Il problema, ha sottolineato però l'esperta, non deve mettere in discussione la necessità di vaccinarsi, dato che la protezione è comunque valida su diversi ceppi virali in circolazione. In sostanza, l'efficacia è molto buona su alcuni tipi di virus e meno su altri. Un recente studio USA, pubblicato su "Pnas", ha valutato il fenomeno, apparso evidente, nella scorsa epidemia (2016/7), dove l'efficacia generale del vaccino è stata infatti del 43% negli Stati Uniti e del 38% in Europa, mentre la percentuale ottimale dovrebbe attestarsi intorno al 60-70%. Secondo i ricercatori il problema potrebbe essere associato alle mutazioni virali causate dal metodo di produzione che prevede la crescita dei virus sulle uova. Per il solo ceppo H3N2, il virus del vaccino non sarebbe stato abbastanza simile a quello circolante da consentire di inattivarlo. Le conseguenze di tutto questo sono state l'aumento di complicanze - e quindi di mortalità - per influenza registrata lo scorso anno. Assumono particolare interesse allora le conclusioni di una ricerca - guidata dall'Instituto de Salud Publica de Navarra, a Pamplona (Spagna) e pubblicata sulla rivista Canadian Medical Association Journal (CMAJ) - secondo cui si ottengono più vantaggi ripetendo negli anni il vaccino dell'influenza, ovvero facendo diventare quello con l'immunizzazione un appuntamento fisso, si riducono la severità dell'infezione del virus e i ricoveri in ospedale. I ricercatori hanno valutato l'effetto di ripetute vaccinazioni anti-Flu in uno studio che ha coinvolto persone di età superiore ai 65 anni che si sono rivolte a 20 ospedali spagnoli nelle stagioni 2013/4 e 2014/5. La valutazione dell'efficacia della vaccinazione ha riguardato complessivamente quattro stagioni influenzali. Sono stati arruolati rispettivamente 130 pazienti con una forma di influenza severa e altri 598 con una forma non grave, confrontati rispettivamente con altri 333 e 1.493 come di gruppo controllo. Dall'analisi dei dati è emerso che la vaccinazione anti-Flu ripetuta aveva un'efficacia raddoppiata nel prevenire la gravità dell'influenza e i suoi effetti nelle persone ricoverate in ospedale per l'infezione virale rispetto a casi non gravi, e che tale effetto si verificava indipendentemente dalla stagione influenzale, dai sottotipi di virus o dall'età del paziente. In particolare, scrivono gli autori dello studio, «la vaccinazione ripetuta per l'influenza è risultata molto efficace nel prevenire infezioni gravi e fatali causate dall'influenza negli anziani».
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