Sanità

nov222022

Varata la Manovra, investimenti per due terzi contro il caro energia

Varata la Manovra, investimenti per due terzi contro il caro energia

Cuneo fiscale, Iva sui prodotti, agevolazioni lavoratori: il governo Meloni presenta una Manovra da 35 miliardi


Interventi sul cuneo fiscale, riduzione dell'Iva su alcuni prodotti, agevolazioni per le assunzioni a tempo indeterminato, aumento dell'assegno unico e congedo parentale. Sono questi alcuni degli ambiti di intervento del disegno di legge di Bilancio varato dal Consiglio dei ministri, nella notte tra lunedì e martedì, dopo ore di discussione. Ora il testo, per poter entrare in vigore, dovrà iniziare il suo iter in Parlamento, con tempi stretti, anche perché entro il 30 novembre dovrà essere inviato a Bruxelles per il parere della Commissione Ue. Recepite le eventuali indicazioni della Ue, la legge dovrà essere approvata in via definitiva dal Parlamento entro il 31 dicembre.

21 miliardi su 35 per il contrasto al caro energia

Tante le misure contenute in quello che sarà il documento programmatico di economia e finanza per l'anno 2023 e che vale 35 miliardi di euro. Di questi 21 erano già assegnati al caro energia, con misure che valgono per i primi tre mesi del 2023 e vedono la conferma dell'eliminazione degli oneri impropri delle bollette, il rifinanziamento fino al 30 marzo del credito d'imposta per l'acquisto di energia elettrica e gas naturale: per bar, ristoranti ed esercizi commerciali la percentuale salirà dal 30% al 35%, mentre per le imprese energivore e gasivore dal 40% al 45%. Stanziati poi circa 3,1 miliardi per il comparto sanità e per gli enti locali, compreso il trasporto pubblico locale. Ma scende lo sconto sui carburanti, che dagli attuali 30,5 centesimi di euro passerà a 18,3 centesimi: da dicembre sarà ridotto il taglio sulle accise su diesel e benzina.

Taglio al cuneo fiscale e decontribuzione per assunzioni

Un aspetto di rilievo riguarda gli interventi sul cuneo fiscale: confermato per i lavoratori dipendenti con retribuzioni lorde tra 20 e 35.000 euro il taglio ai contributi di due punti già varato dall'esecutivo Draghi, ma per le retribuzioni fino a 20.000 euro lordi, secondo la bozza circolata, nel 2023, tale taglio sale a tre punti percentuali in meno di contributi previdenziali che resteranno quindi in busta paga (verranno versati dal lavoratore all'Inps il 6% della retribuzione lorda anziché il 9%, senza effetti sulla futura pensione perché sarà lo Stato a colmare la differenza). Sempre per i dipendenti è previsto un taglio delle tasse sui premi di produttività fino a 3.000 euro, con l'aliquota che scenderà dal 10 al 5%.
Inoltre, per promuovere l'occupazione giovanile, è stata prevista la decontribuzione per le aziende che assumono a tempo indeterminato con una soglia di contributi fino a 6 mila euro per chi ha già un contratto a tempo determinato e in particolare per le donne under 36 e per i percettori del reddito di cittadinanza. In materia fiscale, si estende la flat tax fino a 85.000 euro per autonomi e partite Iva e si introduce per gli autonomi una flat tax incrementale al 15% con una franchigia del 5% e un tetto massimo di 40.000 euro.

Tra le misure contro l'inflazione riduzione dell'Iva di alcuni prodotti

Per quanto riguarda le misure contro l'inflazione, è prevista la riduzione dell'Iva dal 10 al 5% per i prodotti per l'infanzia e per l'igiene intima femminile. Viene inoltre istituito un fondo di 500 milioni di euro destinato alla realizzazione di una "Carta Risparmio Spesa" per redditi bassi fino a 15.000 euro gestita dai Comuni e volta all'acquisto di beni di prima necessità. Si tratta di una sorta di "buoni spesa" da utilizzare presso punti vendita che aderiscono all'iniziativa, con un'ulteriore proposta di sconto su un paniere di prodotti alimentari.
Sempre per le famiglie viene confermato e rafforzato il meccanismo che consente di ricevere il bonus sociale bollette, con un innalzamento della soglia Isee da 12.000 euro a 15.000 euro. Per il 2023, poi, sarà maggiorato l'Assegno unico universale: l'aumento sarà del 50% per il primo anno di età e di un ulteriore 50% per le famiglie composte da 3 o più figli. Sempre in tema di famiglia, tra gli altri provvedimenti anche l'aumento di un mese del congedo di maternità per le neo mamme.
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