Sanità

lug32018

Vendita online, in tre anni 687 siti tra farmacie e parafarmacie. Vademecum su adempimenti

Vendita online, in tre anni 687 siti tra farmacie e parafarmacie. Vademecum su adempimenti
Sono passati tre anni dall'entrata in vigore del dispositivo che ha introdotto la vendita online nel nostro Paese di farmaci senza ricetta. Oggi, il numero dei soggetti autorizzati e presenti nell'elenco del Ministero della Salute è pari a 687, con 576 farmacie e 111 esercizi commerciali. Tanti sono gli adempimenti per una corretta gestione della vendita online e, per questo, vale la pena ricapitolare alcune indicazioni, che riguardano fiscalità, trasporto e promozione. Per quanto riguarda i dati, tra le regioni in cui si registrano più soggetti autorizzati c'è il Piemonte, con 105 siti in totale, di cui 90 farmacie, anche se queste ultime, per numero, sono pari a quelle in Lombardia (sempre 90), che tuttavia conta meno esercizi commerciali dediti all'online - 9, contro i 15 del Piemonte -, guadagnandosi un secondo posto con un totale di 99 siti. A seguire c'è la Campania, con 87 soggetti, di cui 75 farmacie, e l'Emilia Romagna con 66 (54 farmacie + 12 parafarmacie). Dall'altra parte della classifica, in Molise risulta una sola farmacia online, come pure a Trento, mentre a Bolzano sono 3 e in Valle d'Aosta 2. In tutte queste regioni non risultano esercizi commerciali autorizzati, mentre, dopo al già ricordato Piemonte, la Puglia è la regione che ne conta di più (14 per un totale di 42 soggetti, con quindi 28 farmacie).

I dati mostrano comunque una crescita dall'anno scorso, di poco oltre le 130 unità, anche se più lenta di quanto forse ci si sarebbe aspettato. La gestione delle vendite online prevede adempimenti precisi per le farmacie e questo potrebbe avere un peso. Ma intanto, a fare un punto delle regole ci ha pensato anche un vademecum di Federfarma che, anche se di aprile, vale la pena ripercorrere per cogliere alcune indicazioni. Il documento passa in rassegna la materia, attraverso la normativa e le circolari ministeriali, e tra le indicazioni c'è anche quella che ricorda come gestire la vetrina virtuale dei farmaci senza ricetta: «Nelle pagine web che promuovono la vendita di farmaci senza ricetta» si legge «possono essere raffigurate le fotografie o le rappresentazioni grafiche dell'imballaggio esterno o del confezionamento primario dei farmaci. Tuttavia, dall'immagine della confezione non deve essere visibile alcun messaggio pubblicitario. In caso contrario occorrerebbe chiedere autorizzazione al Ministero della Salute (ai sensi dell'art.118 d.lgs. 219/2006). EÌ anche possibile inserire le informazioni sul farmaco fornite dal produttore - indicazioni, controindicazioni, precauzioni d'impiego, interazioni, avvertenze speciali e gli effetti indesiderati descritti nel foglietto illustrativo - ma devono essere riprodotte integralmente e senza modiche. Il prezzo proposto dovrà obbligatoriamente essere il medesimo rispetto a quello praticato all'interno della propria farmacia».

C'è poi il tema del trasporto «dei medicinali venduti online che deve essere effettuato nel rispetto delle linee guida in materia di buona pratica di distribuzione». In modo particolare, «i medicinali vanno trasportati in modo tale che il loro documento di identificazione non vada smarrito; non contaminino o siano contaminati da altri prodotti o materiali; siano previste misure adeguate in caso di spargimento di prodotti o rottura dei contenitori; siano al sicuro, cioè non sottoposti a calore diretto, freddo, luce, umiditaÌ o altre condizioni sfavorevoli, neì all'attacco di microrganismi o di insetti. È vietato il trasporto promiscuo con prodotti che possano, in qualsiasi modo, rappresentare un pericolo per la sicurezza o per l'efficacia dei farmaci».

Questo solo per citarne alcune, ma si ricorda anche che «il Ministero ha fornito chiarimenti anche sulla questione del possibile coordinamento tra farmacia e grossista per la spedizione del farmaco al cliente che ordina online. Vietata la vendita da parte dei grossisti» direttamente e per «il Ministero della Salute c'è l'obbligo per la farmacia di vendere online solo i farmaci acquistati dalla stessa farmacia con il proprio codice univoco e conservati presso il proprio magazzino». Qualora il farmacista «fosse sprovvisto del medicinale richiesto, deve, prima di spedirlo, entrarne materialmente in possesso. Tale obbligatoria condizione si applica anche alle farmacie che detengono la licenza ad operare in qualità di distributore intermedio».

Infine, per quanto riguarda gli adempimenti fiscali, «la vendita di farmaci online si configura come commercio elettronico indiretto» e come tale non c'è «l'obbligo dell'emissione di un valido documento fiscale», anche se «sussiste, in ogni caso, l'obbligo per il farmacista di annotare i corrispettivi di tali cessioni nel registro dei corrispettivi, previsto dall'art. 24 DPR 633/1972». Tuttavia, «trattandosi di farmaci, in relazione alla detraibilitaÌ/deducibilitaÌ della relativa spesa in dichiarazione dei redditi da parte degli acquirenti, eÌ presumibile che essi manifestino comunque la volontà di ottenere la certificazione dei corrispettivi, mediante l'emissione da parte delle farmacie di scontrino fiscale e/o fattura. Conseguentemente, tenuto anche conto che vige l'obbligo per le farmacie di trasmettere i dati sulle spese sanitarie al Sistema TS, ai fini dell'elaborazione della dichiarazione precompilata, ogni sito deve obbligatoriamente prevedere un campo ove compilare il codice fiscale del paziente, ciò al fine di consentirgli la detrazione. La detraibilitaÌ/deducibilitaÌ delle spese sostenute per l'acquisto online di farmaci senza obbligo di prescrizione medica eÌ stata confermata dalla Circolare dell'Agenzia delle Entrate n.7/E del 4/4/2017».

Francesca Giani
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