Sanità

ott152015

Venturi (Conferenza Regioni): se Fondo non adeguato, sarà necessario rivedere macro-obiettivi sanità

Venturi (Conferenza Regioni): se Fondo non adeguato, sarà necessario rivedere macro-obiettivi sanità
Ci sono, per la sanità, macro-obiettivi, quali revisione dei Lea, farmaci innovativi, piano vaccini, su cui c'è accordo tra Regioni ed esecutivo, ma che non possono essere affrontati senza una puntuale corrispondenza con le risorse disponibili che parta da una soglia minima, per il 2016, pari ad almeno 112 miliardi - cifra, per altro, prevista inizialmente per il 2015 dal patto per la salute. È questa la preoccupazione che emerge dalla Commissione salute della Conferenza delle Regioni che si è riunita ieri per discutere ancora una volta dei finanziamenti previsti nella nuova legge di Stabilità. «Tra le sfide su cui siamo d'accordo con il Governo» spiega infatti Sergio Venturi, assessore alla salute dell'Emilia-Romagna e coordinatore della Commissione salute per la Conferenza delle Regioni, «rientrano la necessità della revisione dei livelli essenziali di assistenza (Lea) per cui lo stesso Governo ha quantificato una esigenza finanziaria di circa 900 milioni di euro; la fornitura dei farmaci innovativi - questione fondamentale per il diritto alla salute. Si pensi, solo per fare qualche esempio, alle nuove cure per l'epatite e alle più recenti terapie oncologiche. Un ambito fondamentale di cui va valutato con grande attenzione l'impatto finanziario in una prospettiva pluriennale sui bilanci regionali; il piano nazionale dei vaccini: emergenza non più rinviabile anche a fronte della recrudescenza di diverse malattie infettive». Tutte questioni che, come più volte sottolineato dalle Regioni, richiedono «almeno due miliardi di incremento» del fondo sanitario nazionale. Diversamente, continua Venturi, «sarà necessario rivedere modalità e tempistiche di attuazione dei contenuti del Patto per la salute, a partire dai nuovi Lea». E d'altra parte, si tratta di «risorse che da sole non bastano. Le Regioni sono impegnate in un'azione di razionalizzazione della spesa che va dall'accorpamento dei servizi amministrativi alle centrali di acquisto, all'efficientamento degli ospedali. Risparmi che sarà comunque necessario reinvestire nel settore sanitario a fronte di ammodernamenti strutturali non più rinviabili». Ma è anche «opportuno che quest'azione di buongoverno della spesa coinvolga anche gli enti che nel settore dipendono dal Governo. Sotto questo profilo le regioni hanno più volte sollecitato l'esecutivo ad attuare un programma di revisione e ristrutturazione dell'agenzia per i servizi sanitari regionali (Agenas), dell'Agenzia del farmaco (Aifa) e dello stesso Istituto Superiore di Sanità».

Francesca Giani
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