Virus cinese, per l’Oms non è emergenza. Gli esperti: vaccino in tempi record
Per l'Organizzazione mondiale della sanità il contagio del nuovo coronavirus cinese non è ancora un'emergenza sanitaria internazionale. Dall'America potrebbe arrivare presto vaccino sperimentale
Mentre l'Organizzazione mondiale della sanità conferma che l'epidemia dovuta al nuovo coronavirus cinese (2019-nCoV) che, per ora, non ha causato contagi uomo-uomo fuori dal paese, non è emergenza sanitaria, Anthony S. Fauci, direttore dell'Istituto nazionale per le allergie e le malattie infettive (Niaid) del National Institutes of Health annuncia che un vaccino sperimentale potrebbe essere testato in tempi record. Dopo aver indetto una nuova riunione del Comitato d'emergenza per valutare la portata dell'epidemia del nuovo virus, l'Oms non ha raccomandato ampie restrizioni ai viaggi e al commercio. In merito, Tedros Adhanom Ghebreyesus, direttore generale dell'Oms, ha affermato: «Non dichiaro un'emergenza di salute pubblica internazionale. Sappiamo che esiste una trasmissione da uomo a uomo in Cina, ma per ora sembra limitata ai gruppi familiari e agli operatori sanitari che si prendono cura dei pazienti infetti. Al momento, non ci sono prove di trasmissione da uomo a uomo al di fuori della Cina, ma ciò non significa che non accadrà». Un pensiero condiviso anche da Didier Houssin, presidente del Comitato dell'Oms, che dichiara: «È troppo presto per considerare questo evento come un'emergenza globale».
Vaccino sperimentale dagli Usa
Intanto negli Stati Uniti Anthony S. Fauci, direttore dell'Istituto nazionale per le allergie e le malattie infettive (Niaid) del National Institutes of Health, ha dichiarato che «Un vaccino contro il nuovo coronavirus potrebbe esser testato sull'uomo in tempi record, meno di tre mesi, rispetto ai 20 mesi del vaccino sperimentale per la Sars». Per ora sono oltre dieci le città in Cina che hanno adottato misure restrittive al movimento degli abitanti per impedire la diffusione del coronavirus. L'Organizzazione mondiale della sanità ha chiesto alla Cina di continuare ad operare in trasparenza, rafforzando le misure per la gestione dei rischi e continuando la collaborazione internazionale. «Si tratta di un'emergenza in Cina - ha precisato il direttore generale -, ma non è ancora diventata un'emergenza globale. Tuttavia, potrebbe diventarla», per questo, conclude, «la comunità internazionale deve prepararsi alla potenziale evoluzione dell'epidemia».
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A cura di Redazione Farmacista33
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