Sanità

ago32018

Visite ispettive più attente a personale e abusivismo. Regole e sanzioni

Visite ispettive più attente a personale e abusivismo. Regole e sanzioni
La legge Lorenzin ha inasprito le sanzioni in caso di abusivismo professionale e ha definito il profilo di responsabilità anche per chi «ha determinato altri a commettere il reato ovvero ha diretto l'attività delle persone che sono concorse nel reato medesimo». Si tratta di un tema importante che non a caso trova spazio anche nelle visite ispettive, ordinarie o straordinarie, durante le quali si procede a una verifica del personale impiegato, con particolare attenzione a laureati, non laureati ed eventuali tirocinanti. Ma quali sono gli adempimenti per essere in regola? A fare il punto è il "Manuale pratico per la gestione della Farmacia. Cosa devo fare?", un volume scritto da Andrea Cicconetti e Alfredo Procaccini, rispettivamente segretario e consigliere di Federfarma Roma, edito da Edra, con il contributo non condizionato di Mylan. Il manuale offre informazioni chiare su aspetti pratici e ripercorre, a partire dai documenti ufficiali dell'Amministrazione pubblica, le tappe più importanti della vita della farmacia e della sua gestione quotidiana, con riferimenti alla normativa di settore e indicazioni concrete tratte anche dal Verbale di ispezione (il modello commentato è quello della Regione Lazio). «Nell'ultimo anno» gli autori «sono molte le modifiche normative che hanno riguardato il nostro settore, dalla Legge Lorenzin, al nuovo regolamento sulla Privacy, al nuovo Codice deontologico. Modifiche che hanno mutato lo scenario di riferimento dell'operatività della farmacia. Per questo ci è sembrato utile raccogliere e spiegare i principali cambiamenti che si sono verificati, rendendoli disponibili, tutti insieme, in un pratico manuale, di semplice lettura e consultazione. In questo modo, il farmacista ha la possibilità di avere una visione di insieme della normativa e dei regolamenti a cui la sua attività fa riferimento, consentendo anche approfondimenti successivi sui temi di maggior interesse».

Tanti i temi trattati, e tra questi, anche l'abusivismo professionale: «Mi sono a lungo occupato di questo argomento, fin da quando ero presidente dei Giovani farmacisti, in un impegno che è continuato anche come consigliere di Ordine. La legge Lorenzin, in vigore da febbraio, ha dato grande impulso alla lotta a questa piaga, rendendo di fatto perseguibile più facilmente il reato. Sul tema, sono convito sia importante fare campagna e sensibilizzazione e in un certo senso il Manuale, ripercorrendo i dettami della normativa, è utile anche in questa direzione. D'altra parte, è un nodo di particolare importanza per le ricadute sul servizio e sulla sicurezza dei cittadini, in termini di occupazione e anche professionali».

Ecco cosa prevede la legge:
«Molto importante» si legge nel Manuale, nel capitolo dedicato al commento punto per punto del Verbale di ispezione, «eÌ la comunicazione del personale laureato impiegato in farmacia». Infatti, «nell'ispezione, effettuata dal Servizio Farmaceutico della Asl e dalla Commissione Ispettiva», «vengono annotati tutti gli estremi autorizzativi della farmacia, viene controllata la tassa di concessione regionale - il mancato pagamento può determinare la chiusura della farmacia» e soprattutto «viene effettuata una verifica del personale impiegato per verificare eventuali inadempienze all'articolo 348 del Codice Penale sull'"Esercizio abusivo della professione", con particolare attenzione ai laureati e ai non laureati» ma anche «ai Tirocinanti che frequentano la farmacia», che possono essere «studenti o laureati non abilitati».

D'altra parte, l'articolo 348 del codice penale, secondo le modifiche apportate dalla legge Lorenzin, prevede che «chiunque abusivamente esercita una professione per la quale è richiesta una speciale abilitazione dello Stato è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa da 10mila a 50mila euro». «La condanna» è stato aggiunto «comporta la pubblicazione della sentenza e la confisca delle cose che servirono o furono destinate a commettere il reato e, nel caso in cui il soggetto che ha commesso il reato eserciti regolarmente una professione o attività» ci sarà anche «la trasmissione della sentenza al competente Ordine, albo o registro ai fini dell'applicazione dell'interdizione da uno a tre anni dalla professione o attività regolarmente esercitata». Inoltre, come anticipato, vengono indicate le responsabilità anche per il direttore: «si applica la pena della reclusione da uno a cinque anni e della multa da 15mila a 75mila euro nei confronti del professionista che ha determinato altri a commettere il reato di cui al primo comma ovvero ha diretto l'attività delle persone che sono concorse nel reato medesimo».

In ogni caso, la comunicazione del personale laureato impiegato in farmacia è importante anche perché è richiesta «al fine dell'anzianità di servizio da certificare da parte della ASL ai farmacisti collaboratori in caso di partecipazione a concorso pubblico. Per la mancata comunicazione alla ASL del personale laureato o tirocinante si può applicare la sanzione da € 1.549,37 a € 9.296,22 ai sensi dell'art. 358, c. 2 RD 1706/38 e successive modifiche». Inoltre, durante la visita, viene accertato anche se camice bianco e distintivo dell'Ordine dei farmacisti sono indossati da tutti i farmacisti. Si ricorda, al riguardo, la modifica introdotta dal nuovo Codice deontologico, approvato, a inizio maggio, dal Consiglio nazionale della Fofi, secondo cui «il camice bianco unitamente ad un tesserino identificativo recante la relativa qualificazione è, altresì, indossato dai tirocinanti».

Francesca Giani

Per scaricare l'e-book del Manuale pratico per la gestione della Farmacia cliccare qui


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