Benessere

apr292014

Vitamina D. con o senza calcio, non riduce le cadute

anziana

L’aggiunta alla dieta di vitamina D con o senza calcio non riduce le cadute accidentali ed è improbabile che studi futuri modifichino queste conclusioni, che attualmente non giustificano l’aggiunta vitaminica per prevenire le cadute. Ecco, in sintesi, le conclusioni pubblicate su The Lancet Diabetes & Endocrinology di una meta-analisi coordinata da Mark Bolland, ricercatore dell''Università di Auckland, in Nuova Zelanda, che assieme ai colleghi ha analizzato i risultati di 20 studi randomizzati e controllati, per un totale di 29.535 pazienti, allo scopo di verificare l’efficacia della supplementazione di vitamina D nel ridurre le cadute tra gli anziani. «L’integrazione dell’alimentazione con vitamina D mantiene e migliora la salute muscolo-scheletrica, ma di recente l''associazione tra lo scarso apporto vitaminico e una varietà di disturbi non scheletrici ha portato ad ampliare l’uso della supplementazione» spiega il ricercatore, puntualizzando che i risultati di alcune recenti meta-analisi non supportano tali raccomandazioni: per esempio, l’aggiunta di vitamina D senza calcio non ha alcun effetto clinicamente rilevante né sulla densità minerale ossea né sulle fratture totali o d’anca oppure sugli eventi cardiovascolari e la mortalità per cancro. Resta in dubbio l’efficacia sulla prevenzione delle cadute, a causa dei risultati contrastanti degli studi finora svolti. Da qui la meta-analisi neozelandese, dalla quale emerge che gli integratori a base di vitamina D, con o senza calcio, non riducono le cadute accidentali del 15% o più. «Il che significa che la riduzione del rischio a livello di popolazione è molto bassa» sottolinea Bolland, ricordando che l’effetto di una caduta accidentale in una persona anziana può essere devastante, e che, dato il progressivo invecchiamento della popolazione, servono effettivamente strategie efficaci. Secondo i nordamericani Clifford Rosen, del Maine Medical Research Institute di Scarborough, e Christine Taylor dei National Institutes of Health di Bethesda, autori di un editoriale di commento, resta da stabilire se servono ulteriori studi sull’argomento. «Nel frattempo, resta l''incertezza circa i benefici della supplementazione di vitamina D per la riduzione del rischio di caduta , specie tra gli anziani più vulnerabili».


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