farmaci

mag212014

Vitamina D non migliora risposta terapeutica dell’asma

broncodilatatori

Negli adulti con asma persistente e bassi livelli di vitamina D, l’aggiunta di quest’ultima non migliora l’efficacia delle cure né riduce le riacutizzazioni, secondo uno studio pubblicato su Jama in concomitanza con il congresso dell’American thoracic society in corso a San Diego dal 16 al 21 maggio. «Nei bambini e adulti asmatici i livelli di vitamina D inferiori alla norma sono stati correlati a un deficit di funzione polmonare con aumento delle riacutizzazioni e ridotta risposta agli steroidi» spiega Mario Castro della Washington university school of medicine di St. Louis, puntualizzando che alcuni studi da cui emerge un effetto positivo della vitamina D sulla risposta agli steroidi con riduzione dell’infiammazione delle vie aeree hanno portato i ricercatori a chiedersi se l’aggiunta della vitamina potesse migliorare la prognosi degli asmatici. E per verificare l’ipotesi Castro e colleghi hanno assegnato in modo casuale poco più di 400 adulti con asma bronchiale e bassi livelli di vitamina D a una supplementazione orale con vitamina D3 o placebo. Il trattamento è stato aggiunto a quello in corso con ciclesonide, un corticosteroide inalatorio. «A conti fatti l'aggiunta di vitamina D alla ciclesonide non ha migliorato in modo significativo l’effetto della cura con lo steroide inalatorio, misurato in termini di declino della funzione polmonare e uso di beta-agonisti, steroidi sistemici e risorse sanitarie, rispetto al placebo» riprende Castro. «Questi risultati non supportano una strategia terapeutica di supplementazione con vitamina D nei pazienti con asma sintomatico» concludono gli autori.


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