Politica e Sanità
26 Maggio 2016Il dibattito sulla maggiorazione del punteggio per la ruralità torna attuale in Sicilia dopo l'invio, da parte Federfarma Sicilia e Utifarma Palermo a tutti i titolari di rurali e ai soci appartenenti alla categoria rurali, di una circolare in cui si mettono a disposizione di quanti volessero intraprendere un'azione di ricorso per la non applicazione della maggiorazione dei punteggi per le rurali, nella formazione della graduatoria. In merito si è espresso Maurizio Pace, segretario Fofi e presidente dell'Ordine dei Farmacisti di Agrigento: «Come rappresentante dell'Ordine dei farmacisti sono per il rispetto delle leggi e quindi per prendere atto di quanto stabilito dalla sentenza del Consiglio di Stato, fino a prova contraria. Ma non spetta a noi trovare il bandolo della matassa».
Tutta la vicenda nasce dopo che il Consiglio di Stato con la sentenza del 14 dicembre 2015, ribaltò l'articolo 9 della legge del 1968 che stabiliva una maggiorazione del 40% sul punteggio dei titoli relativi all'esercizio professionale, fino ad un massimo di punti 6,50, a favore dei farmacisti «che abbiano esercitato in farmacie rurali per almeno cinque anni». All'epoca, la norma era stata studiata per premiare chi esercitava la professione in sedi disagiate. Per evitare sperequazioni tra farmacisti, le commissioni hanno sempre stabilito che il "bonus rurale" valesse fino al raggiungimento del punteggio massimo di 35 punti. Vale a dire fino al tetto stabilito per quanto riguarda il punteggio per l'attività professionale svolta.
Ed è proprio il principio che è stato scardinato dalla sentenza del Consiglio di Stato. I giudici della terza sezione, hanno infatti stabilito che il "tetto" dei 35 punti è illegittimo, stabilendo così che la famosa maggiorazione del 40% spettante nei concorsi per sedi farmaceutiche ai farmacisti "rurali", e in quelli straordinari anche ai ai farmacisti che hanno operato in parafarmacia, non incontra nessun tetto. Non quindi quello degli antichi 32,5 punti complessivi (6,5 per commissario) e neppure il limite, che sembrava a tutti invalicabile nella valutazione dei titoli relativi all'esercizio professionale, dei 35 punti.
«Mi auguro - precisa ancora Pace - che l'assessorato alla Sanità regionale, che deve formare le graduatorie, risolva presto questo problema mettendo d'accordo tutte le parti in causa. Ma è pur vero che in Sicilia, in quanto Regione a statuto autonomo, potrebbe arrivare una sentenza del Consiglio di Giustizia Amministrativa che andrebbe o a riconfermare quanto deciso dal Consiglio di Stato o a stabilirne il contrario». Per Pace, comunque, la cosa fondamentale è che si possano aprire le nuove farmacie nel più breve tempo possibile, «sia per dare un servizio ai cittadini - conclude - che per produrre nuove opportunità di lavoro sul territorio».
Rossella Gemma
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