Sanità

mar12019

Zingaretti: Regione Lazio disponibile a sperimentare con le farmacie

Zingaretti: Regione Lazio disponibile a sperimentare con le farmacie
«Se la sanità della nostra Regione è stata risanata e sta per uscire dal commissariamento è anche merito delle farmacie e ora che siamo rientrati dal debito ingentissimo che avevamo ereditato dalle precedenti amministrazioni siamo disponibili ad avviare con le farmacie stesse nuove sperimentazioni sul territorio». Il governatore del Lazio Nicola Zingaretti apre la porta a Federfarma nel corso della sessione politica degli Stati Generali, tenutesi ieri a Roma. «Ci proponiamo come cavie» dice rivolgendosi a Marco Cossolo, dopo aver rivendicato i risultati della sua gestione, capace di rilanciare una sanità regionale che fino a dieci anni fa deteneva, da sola, la metà del debito sanitario nazionale e ora può vantare un punteggio Lea tra i più positivi. Ma cosa significa sperimentare? Zingaretti non entra troppo nel dettaglio ma fa intendere che una rete assistenziale fondata su grandi strutture ospedaliere ad alto standard qualitativo non può prescindere da una sanità territoriale in cui tutte le componenti si integrino, farmacie comprese, a tutto vantaggio del paziente. Non cita le case della salute ma è noto come esse siano un caposaldo della sua visione delle cure primarie. Infine, un appello alla solidarietà: «E' cresciuto molto negli ultimi anni il divario tra ricchi e poveri, le persone sono sempre più sole e la politica si deve occupare di loro».
Dopo di lui il sottosegretario alla Salute Luca Coletto tocca un punto nevralgico dell'attualità politica, quello delle autonomie differenziate: non c'è da averne paura, perché sarebbero attuate, nelle Regioni che ne hanno fatto richiesta, «sotto l'egida dell'art. 32 della Costituzione. Un simile approdo implicherebbe anzi per gli amministratori regionali un maggiore senso di responsabilità. Nessun rischio quindi per la sopravvivenza del Servizio sanitario nazionale». Pochi minuti dopo gli avrebbe fatto eco la collega di partito Rossana Boldi, deputata leghista, ricordando (ed è difficile darle torto) che se molte Regioni hanno accumulato deficit enormi non è certo a causa del federalismo sanitario. Coletto da parte sua ricorda l'esperienza di assessore alla Sanità del Veneto, un modello replicabile anche a livello nazionale: «Si può tenere sotto controllo la spesa anche attraverso la Distribuzione per conto». Nel Patto per la salute del prossimo triennio, oggi in discussione, promette di inserire anche la farmacia come anello di una «catena umana di professionisti» della quale devono fare parte anche Medici di medicina generale e Pediatri di libera scelta.
Messo un po' alle strette sul perché il Movimento 5 Stelle non abbia sostenuto, nell'ultima legge di Bilancio, l'emendamento che restituiva ai farmacisti la maggioranza delle quote di proprietà delle farmacie, il deputato Giuseppe Chiazzese svicola e ricorda che comunque la ministra Grillo si è schierata apertamente a favore dello smantellamento, in sostanza, del Ddl Concorrenza. Ci si tornerà nel prossimo futuro con un altro provvedimento. Staremo a vedere.
Il presidente della Fofi Andrea Mandelli, qui in rappresentanza di Forza Italia, si dice dispostissimo a votarlo. Il rischio che pochi gruppi monopolizzino il mercato è elevato e il numero di farmacie in crisi è crescente: «Solo nell'ultima settimana cinque hanno dovuto chiudere i battenti».
discuti sul forum

ANNUNCI SPONSORIZZATI


Download Center

Principi e Pratica Clinica
Nicoloso B. R. - Le responsabilità del farmacista nel sistema farmacia
vai al download >>

SUL BANCO