Login con

Farmacisti

26 Luglio 2023

Falsi miti sui farmaci, dai farmacisti chiarimenti su efficacia ed eventi avversi

La disinformazione sulle statine e gli inibitori di pompa protonica è molto diffusa e lo dimostrano le false convinzioni che i pazienti riportano ai farmacisti al banco. Farmacisti ricercatori suggeriscono ai colleghi come chiarire i dubbi dei pazienti

di Sabina Mastrangelo


Falsi miti sui farmaci, dai farmacisti chiarimenti su efficacia ed eventi avversi

Se circa il 70% delle persone è esposto a fake news sui farmaci e circa il 50% non è sicuro di poter distinguere tra informazioni vere e false non stupisce che i pazienti si presentino al banco del farmacista con dubbi e convinzioni errate come per esempio che le statine provochino danni ai muscoli o al fegato. Oppure che gli inibitori di pompa protonica impattino negativamente sulle ossa o che diano dipendenza. La disinformazione su queste due classi di farmaci ampiamente prescritte e utilizzate, è al centro di un articolo su PharmacyTimes, firmato da diversi farmacisti ricercatori che suggeriscono ai colleghi come chiarire i dubbi dei pazienti.  

Le statine sono oggetto di disinformazione: ecco le false convinzioni
 Secondo gli esperti, la disinformazione in ambito medico è molto diffusa: “Circa il 70% delle persone è stata esposta a disinformazione e circa il 50% non è sicuro di poter distinguere tra informazioni vere e false. Le più comuni fonti di disinformazione in ambito medico sono i social media, la famiglia, gli amici e internet. Il farmacista, però, che è uno dei professionisti sanitari di cui i cittadini si fidano di più, può avere un ruolo nello sfatare questi falsi miti, fornendo ai pazienti informazioni accurate per prendere le giuste decisioni”.  

 Le statine prescritte per gestire i livelli di colesterolo e ridurre il rischio cardiovascolare, sono risultate essere oggetto di disinformazione: “Nonostante comprovate efficacia e sicurezza, molte persone credono che possano indurre effetti avversi a livello muscolare, come mialgie, miopatia e rabdomiolisi. In realtà, rispetto al placebo, i trials clinici hanno evidenziato che questi effetti si rilevano nel meno dell’1% dei casi”. I ricercatori ricordano che “le statine idrofiliche non penetrano nel tessuto muscolare così facilmente come quelle lipofiliche, per cui hanno un minor rischio di eventi avversi a livello dei muscoli e sarebbero da preferire nei pazienti che hanno avuto problemi di questo tipo o in quelli a rischio di miopatia, come gli over 65 o le persone affette da ipotiroidismo”. “Un altro malinteso è la convinzione che le statine siano dannose per il fegato”. Anche in questo caso, la ricerca ha mostrato che questo effetto è estremamente raro, circa l’1% dei casi. Resta comunque consigliabile la cautela nella prescrizione delle statine nei pazienti che abusano di alcool o che hanno una storia di malattia epatica.
“Sebbene i farmacisti siano un'ottima risorsa per combattere la disinformazione sulle statine, - commentano i ricercatori - possono anche spiegarne i benefici spiegando per esempio che le statine possono fornire una riduzione superiore al 50% delle lipoproteine a bassa densità (LDL-C)”.
 
 Inibitori della pompa protonica chiarire i dubbi dei pazienti su uso e gestione della cura    
 Anche gli inibitori della pompa protonica (Ppi) prescritti contro condizioni quali reflusso gastroesofageo e ulcera peptica e disponibili anche come farmaci da banco, pur essendo sicuri in terapia a breve termine, trattamenti più lunghi, per esempio di un anno, sono stati associati a eventi avversi gastrointestinali, come diarrea associata a Clostridioides difficile (CDAD).
I ricercatori spiegano che “poiché Ppi riducono la produzione di acido gastrico, che funge da barriera naturale ai batteri ingeriti, sorge la preoccupazione per la crescita eccessiva batterica, oppure per una potenziale carenza di nutrienti”. “Un'ampia soppressione dell'acido gastrico può diminuire il livello di assorbimento, causando una mancanza di quei nutrienti. Ciò può richiedere un'ulteriore integrazione di vitamine e minerali. Inoltre, c'è stata un'associazione tra l'uso a lungo termine di PPI e un aumento del rischio di fratture ossee, in particolare negli anziani. Alcuni studi suggeriscono che con i Ppi si verificano un ridotto assorbimento del calcio e un aumento del metabolismo osseo, che nel tempo portano a ossa indebolite tuttavia ma con prove inconcludenti che ulteriori ricerche per comprendere meglio questa relazione”.
Altra credenza diffusa riguarda il fatto che questi farmaci sembrano “dare dipendenza” e che sono difficili da interrompere. Convinzione che nasce dal fatto che “l'uso a lungo termine è stato associato a possibili effetti di rimbalzo se interrotto bruscamente, per cui potrebbe esserci un aumento iniziale della produzione di acido, che porta a sintomi come bruciore di stomaco e reflusso acido”. I pazienti possono interpretare erroneamente i sintomi di rimbalzo come un ritorno del loro disturbo originale e credere di aver ancora bisogno del farmaco, il che può portare a un uso a lungo termine non necessario. Alcuni medici, infatti, riducono gradualmente la terapia fino all'interruzione per evitare il peggioramento o il rimbalzo dei sintomi.  

 Prendersi il tempo per impegnarsi nella consulenza del paziente  
 Gli autori sottolineano come i farmacisti “uno dei professionisti sanitari più affidabili, svolgano un ruolo fondamentale nello sfatare questi miti fornendo ai pazienti informazioni accurate per prendere decisioni positive in merito alla loro salute”. E suggeriscono ai colleghi di prendersi “il tempo per impegnarsi nella consulenza del paziente, per affrontare le preoccupazioni, correggere idee sbagliate e colmare il divario tra la letteratura medica e la comprensione dei pazienti. Con l'impegno per la medicina basata sull'evidenza, l'educazione del paziente e l'assistenza personalizzata, i farmacisti hanno la capacità unica di fornire ai pazienti le conoscenze necessarie per prendere decisioni informate sui loro farmaci e sull'assistenza sanitaria in generale”.


 Per saperne di più:  
 https://www.pharmacytimes.com/view/busting-common-medication-myths-pharmacists-empowering-patients-with-accurate-information                        

TAG: FARMACIA, FAKE NEWS, STATINE, FARMACISTI

Se l'articolo ti è piaciuto rimani in contatto con noi sui nostri canali social seguendoci su:

Seguici su Facebook! Seguici su Linkedin! Segui le nostre interviste su YouTube!

Oppure rimani sempre aggiornato in ambito farmaceutico iscrivendoti alla nostra newsletter!

POTREBBERO INTERESSARTI ANCHE

19/02/2024

Il test on line di access alla facoltà di Medicina è stato annullato a gennaio dal Tar Lazio e sarà sostituito dal ritorno al concorsone in presenza degli anni precedenti. Lo ha deciso il...

A cura di Redazione Farmacista33

19/02/2024

Sono confermati cinque casi morbillo mutato nella città di Milano e dintorni che non sono rilevabili dai test diagnostici attualmente utilizzati

A cura di Redazione Farmacista33

19/02/2024

La Giunta Federale di Assofarm ha rinnovato i membri dell'Ufficio di Presidenza, nominato la Commissione per le Relazioni Industriali e definito la città che...

19/02/2024

Il ministero della Salute ha trasmesso un’allerta di grado 3 chiedendo di potenziare la vigilanza su eventuali furti di farmaci contenti fentanil e suoi...

A cura di Simona Zazzetta

 
Resta aggiornato con noi!

La tua risorsa per news mediche, riferimenti clinici e formazione.

 Dichiaro di aver letto e accetto le condizioni di privacy

EVENTI

AZIENDE

Affrontare la stitichezza nei cambi di stagione - Fave di Fuca

Affrontare la stitichezza nei cambi di stagione - Fave di Fuca


Il virus respiratorio sinciziale è tra i virus più comuni nell'infanzia ma colpisce anche gli adulti. Sì ad anticorpo monoclonale preventivo e vaccino: le ...

 
chiudi

©2024 Edra S.p.a | www.edraspa.it | P.iva 08056040960 | Tel. 02/881841 | Sede legale: Via Spadolini, 7 - 20141 Milano (Italy)

Top