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21 Novembre 2023

Rivoluzione nella prescrizione delle statine: il ruolo chiave dei farmacisti

Uno studio ha messo a confronto due modelli di gestione dei pazienti in terapia con statine ha dimostra che l'intervento diretto dei farmacisti aumenta la probabilità di ricevere una prescrizione adeguata e di adesione alle prescrizioni

di Luca Pani - Professore UNIMORE


Rivoluzione nella prescrizione delle statine: il ruolo chiave dei farmacisti

In un mondo sanitario in continua evoluzione, l'efficacia delle strategie per la corretta prescrizione dei farmaci e il non sempre conseguente aumento dell’adesione terapeutica vanno assumendo un'importanza fondamentale per la sostenibilità dei Sistemi Sanitari di tutto il mondo. Recentemente, due studi paralleli Americani hanno messo in luce l'efficacia di una nuova strategia che si affidava alla collaborazione attiva da parte dei farmacisti nella terapia con statine nel trattamento dei pazienti a rischio cardiovascolare.  Questi studi, parte del programma SUPER LIPID, hanno confrontato l'approccio tradizionale, basato sulle visite mediche e sull'utilizzo di segnalazioni automatiche dagli electronic health records ( EHR) americano, con uno più innovativo, che prevede l’invio degli EHR direttamente ai farmacisti. Il disegno sperimentale era semplice: un algoritmo derivato dagli EHR ha identificato i pazienti candidati per le statine per poi confrontare l'impatto di un intervento terapeutico rispetto ai valori basali quando i pazienti venivano seguiti dai medici secondo il modello classico oppure direttamente dai farmacisti.

 Nello studio della strategia non correlata alle visite mediche, le prescrizioni sono state generate automaticamente dall'EHR e spedite direttamente al farmacista di riferimento per quello specifico paziente. Alla ricezione della ricetta elettronica, il farmacista verificava che l'ordine fosse appropriato e chiamava direttamente il paziente per discutere l'inizio della terapia. Per i pazienti che accettavano di iniziare una statina, la terapia sarebbe stata quindi completamente seguita dal farmacista senza visite mediche se non due controlli a tre e sei mesi dal suo inizio. Tra i vari risultati interessanti quello che è emerge dal confronto tra i due modelli di cura su circa mille pazienti, dimostra come l'intervento dei farmacisti ha più che raddoppiato il rapporto di probabilità (OR) di ricevere una prescrizione adeguata di statine (OR 2.22; intervallo di confidenza [CI] 95% 1.47-3.37) aumentando l’adesione alle prescrizioni dal 15,2% al 31,6%. Molto più significativamente la proporzione di pazienti che ricevevano un dosaggio appropriato di statine è salita dal 7,7% delle visite mediche al 24,8% nel periodo di intervento del farmacista (rapporto di probabilità = OR 6.79; CI 95% 4.00-11.53). Si tratta di risultati straordinari.

 Nel contesto attuale, degli Stati Uniti, dove almeno il 50% dei pazienti indicati per le statine ad alta intensità non le assumono, questo approccio rivoluzionario sembra offrire una nuova prospettiva. Il ruolo del farmacista diventa centrale: non solo per la verifica dell'appropriatezza della prescrizione, ma anche per la comunicazione diretta con i pazienti, essenziale per assicurare l'adesione al trattamento.

 Questi studi hanno evidenziato come l'intervento diretto dei farmacisti possa superare l'inerzia clinica, una sfida notevole nel campo della medicina cardiovascolare. L'approccio non basato sulle visite mediche, che implica un rinvio diretto al farmacista da parte del sistema automatico degli EHR, pare rivelarsi una strategia efficace, con un impatto diretto e immediato sul comportamento dei pazienti e sulla loro adesione alla terapia prescritta.

 Questo cambiamento paradigmatico nella prescrizione delle statine evidenzia anche l'importanza di un approccio integrato nella cura dei pazienti. La collaborazione tra medici e farmacisti, facilitata dalle tecnologie digitali, può migliorare significativamente l'accesso dei pazienti a terapie essenziali come le statine. Inoltre, l'interazione diretta tra farmacisti e pazienti contribuisce a un dialogo più aperto e informato, migliorando l'adesione al trattamento e l'efficacia della terapia. Il ruolo del farmacista nella catena di cura si rafforza, confermandosi un punto di riferimento cruciale per i pazienti. La gestione della terapia farmacologica, specialmente per pazienti a rischio di malattie cardiovascolari, richiede infatti un approccio proattivo e personalizzato, qualità che i farmacisti sono in grado di offrire. Sono personalmente certo che la capacità di valutare l'appropriatezza delle prescrizioni, discutere i benefici e i rischi della terapia con i pazienti e monitorare la risposta al trattamento rappresenterebbero valori aggiunti significativi anche per il Sistema Sanitario Nazionale Italiano.  

Per approfondire:
Bosworth T., Medscape Cardiology, https://rb.gy/j3eubf 

TAG: FARMACISTI, COLESTEROLO, STATINE, FARMACI

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