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Sanità

23 Novembre 2023

Prevenzione cardiovascolare: le indicazioni dell’Iss e le esperienze di telecardiologia in farmacia

L’Iss ha pubblicato il “Documento di consensus nazionale sulla telemedicina per le patologie cardiovascolari: indicazioni per la teleriabilitazione e il telemonitoraggio”. Previsto approfondimento sulla Telefarmacia

di Francesca Giani


Prevenzione cardiovascolare: le indicazioni dell’Iss e le esperienze di telecardiologia in farmacia

La farmacia del territorio può contribuire a migliorare l’aderenza terapeutica, e quindi la prevenzione, per mezzo di controlli periodici eseguibili in telemedicina. A metterlo in rilievo è il “Documento di consensus nazionale sulla telemedicina per le patologie cardiovascolari: indicazioni per la teleriabilitazione e il telemonitoraggio”, curato da Francesco Gabbrielli e pubblicato dall’Iss, dove emerge anche l’intenzione di approfondire, in lavori dedicati, il tema della telefarmacia. Intanto, dal territorio, emergono alcuni risultati dalle esperienze avviate nelle farmacie di comunità.

Da ISS Consensus sulla telemedicina anche per elaborare normative specifiche

Il documento, redatto con 19 Società scientifiche ed esperti indipendenti, si rivolge a professionisti sanitari e ai gestori delle organizzazioni sanitarie e si propone “quale punto di riferimento tecnico-scientifico per la corretta erogazione dei servizi di telemonitoraggio cardiologico e vascolare e di telerabilitazione cardiovascolare”. Scopo principale è infatti quello di “definire le indicazioni mediche per eseguire prestazioni telecardiologiche” e al centro ci sono tematiche come “la individuazione delle attività appropriate in telemedicina per pazienti cronici con scompenso cardiaco, aritmie, fibrillazione atriale, cardiopatia ischemica cronica, adulti con patologie cardiache congenite e per la prevenzione di patologie cardiovascolari”. L’intento è anche quello di elaborare normative specifiche sulla telemedicina.

La necessità è di fornire più strade allo screening e alla prevenzione
D’altra parte, “le attività di telemedicina sono di enorme importanza per la corretta gestione delle patologie non trasmissibili e croniche” anche perché “rinviare la diagnosi di secondo livello e gli screening per la prevenzione si associa all’aumento di diagnosi tardive e alla maggiore gravità dei quadri clinici all’inizio del trattamento”. Da anni “in numerose pubblicazioni, i professionisti e gli studiosi di organizzazione sanitaria mettono in evidenza che esiste la chiara necessità di adeguare i processi di lavoro nel SSN alle attuali esigenze dei cittadini, così come alle notevoli innovazioni delle scienze biomediche e biopsicosociali. Per farlo occorre puntare sul rafforzamento dell’erogazione a distanza di prestazioni e servizi, utilizzando le nuove opportunità generate dalle tecnologie digitali e di telecomunicazione. Ciò specialmente per i pazienti che necessitano di continuità assistenziale di medio e lungo periodo, come tipicamente possono essere i pazienti con patologie cardiovascolari, in special modo se concomitanti con ulteriori patologie croniche, malattie rare o disabilità psicofisiche. Occorre in definitiva favorire l’attivazione degli strumenti di sanità digitale, per un servizio sanitario più in linea con i tempi e le necessità sia individuali che dell’organizzazione”.
In questa direzione, centrali nel documento sono anche “le evoluzioni della tematica all’interno dell’assistenza territoriale. L’attivazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), d’altra parte, ha indirizzato la realizzazione di progetti territoriali di telemedicina”. Se “le indicazioni del 2020 parlavano di farmacie e studi medici del MMG/PLS, ora, con gli indirizzi del PNRR e con il Decreto del Ministero della Salute del 23 maggio 2022 n. 77, il concetto dovrà essere esteso alle Case di comunità (hub e spoke) e agli Ospedali di Comunità”.

La telemedicina in farmacia guarda alle malattie cardiovascolari
Per quanto riguarda il comparto, un focus è dedicato proprio alla “Telemedicina nella farmacia dei servizi per la prevenzione delle malattie cardiovascolari”. D’altra parte, “la farmacia dei servizi ha previsto l’erogazione ai cittadini di prestazioni professionali anche da parte delle farmacie”. Tra le prestazioni analitiche di prima istanza viene fatto riferimento ai “test per la glicemia, il colesterolo e trigliceridi”; mentre “tra i servizi di secondo livello possono essere utilizzati dispositivi per la misurazione con modalità non invasiva della pressione arteriosa, della saturazione dell’ossigeno e dell’attività cardiaca in collegamento funzionale con i centri di cardiologia, ed infine dispositivi per l’esecuzione di elettrocardiogrammi con modalità di telemedicina in collegamento con centri di cardiologia”. Nel “campo della prevenzione primaria cardiovascolare, spesso, non risulta soddisfacente il controllo dei fattori di rischio e l’aderenza dei pazienti al piano di cura individuale. Una delle principali cause di ciò è la scarsa accessibilità ai servizi, specialmente per le persone che vivono condizioni di isolamento (geografico o sociale). Tale situazione non consente pertanto un significativo miglioramento dei risultati di prevenzione. La farmacia di comunità può quindi contribuire positivamente a migliorare l’aderenza terapeutica, e la prevenzione, per mezzo di controlli periodici eseguibili anche in telemedicina e con l’uso di dispositivi digitali e applicativi dedicati all’educazione del paziente agli stili di vita più adatti alla sua situazione. Questo è oggi realizzabile con le tecnologie digitali, purché la farmacia e i relativi servizi erogati siano adeguatamente integrati nella rete dei servizi sanitari di cura. L’obiettivo consiste nell’ottenere, con sistemi di telemedicina ben strutturati per essere utilizzati in sicurezza in farmacia, la riduzione della morbilità e i risparmi sui costi attraverso un migliore controllo delle malattie e una diagnosi precoce delle complicanze”.
Sul punto poi viene chiarito che “data la complessità dell’argomento, si rimanda ad un successivo documento specifico sulla telefarmacia”.

I risultati delle esperienze di telecardiologia in farmacia
Intanto, focalizzando le esperienze avviate sul territorio, in Liguria, dove è stata avviata una iniziativa di telecardiologia in convenzione con il Ssn nelle farmacie, a poco più di tre mesi dalla partenza dalla partenza del servizio nell’ambito della sperimentazione relativa alla farmacia dei servizi, risultano oltre 3800 le prestazioni di telecardiologia effettuate in Convenzione nelle farmacie (dato di metà ottobre). «Dopo una fase di formazione dei farmacisti» ha spiegato Francesca Massa in una intervista a F-Online, «l’iniziativa ha visto la partecipazione di oltre 270 farmacie del territorio. Obiettivo principale è quello innanzitutto di rafforzare le attività di prevenzione - in particolare in ambito cardiovascolare - ridurre le liste di attesa e potenziare la risposta territoriale ai bisogni di salute, ma un vantaggio fondamentale è quello di rendere accessibili, attraverso la farmacia, importanti esami - quali elettrocardiogramma, holter cardiaco e pressorio -, in territori complessi e alle fasce più fragili della popolazione che spesso non hanno alternative». Il cittadino, munito di ricetta dem, «viene indirizzato in farmacia dallo specialista convenzionato o dal medico di medicina generale. Il progetto vede un finanziamento di oltre 1.200.000 euro - sul totale di un milione e mezzo destinato alla sperimentazione della farmacia dei servizi - a copertura di oltre 24.000 esami. Il nostro auspicio è che, esaurita la fase sperimentale, questi servizi possano in prospettiva diventare strutturali e rappresentare un ulteriore step per una sanità che, grazie al coinvolgimento della farmacia, può essere davvero di prossimità».

L’intervento finisce spesso con l’invio a Mmg, specialista o PS
Un’altra esperienza di farmacia dei servizi è quella delle Marche, dove di recente Federfarma regionale ha presentato alcuni dei risultati: “sono stati eseguiti in tutta la regione 15.263 Ecg, 4.578 holter cardiaci e 3.815 holter pressori, 153 interventi di supporto allo screening del tumore al colon retto, 839 di monitoraggio dell’aderenza terapeutica per il diabete tipo 2 e 346 per la Bpco, 84 di riconciliazione farmacologica, 53 spirometrie”. In un punto, a ridosso di pharmaEvolution2023, pubblicato sulla Filodiretto, è stato poi richiamato che “dalle risposte al censimento effettuato da Agenas, emerge che il 76 per cento delle farmacie e il 71 per cento delle rurali offre servizi di telemedicina (Ecg, holter cardiaco e pressorio). A tre mesi dall’avvio della sperimentazione nella Regione Marche risulta che su 539 farmacie totali, di cui 47 per cento rurali, il 35 per cento dei servizi sono erogati da queste ultime, con considerevoli invii al medico di medicina generale a seguito di Ecg (123), holter cardiaco (195) e pressorio (140), e al Pronto Soccorso dopo Ecg (15) e holter cardiaco (2); si conferma così la farmacia come anello di congiunzione con i professionisti sanitari del territorio e le strutture sanitarie”.  

TAG: FARMACIA DEI SERVIZI, TELEMEDICINA, PREVENZIONE CARDIOVASCOLARE, MALATTIE DEL SISTEMA CARDIOVASCOLARE, FARMACIE

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