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28 Novembre 2023

Spray nasali decongestionanti, uso più frequente di quanto consigliato dal farmacista

Una survey della Sifac ha evidenziato che c’è un abuso di decongestionanti in spray nasale da banco da parte dei pazienti che se fanno un uso più frequente rispetto al consiglio del farmacista

di Redazione Farmacista33


Spray nasali decongestionanti, uso più frequente di quanto consigliato dal farmacista

Nelle patologie rinosinusali i pazienti tendono a chiedere prodotti farmacologici da banco in spray con una frequenza più alta rispetto al consiglio del farmacista, inoltre la posologia e la durata del trattamento sono maggiori rispetto a quanto indicato nella scheda tecnica. Questi sono alcuni dei risultati della survey sulla percezione dei farmacisti dell’utilizzo da parte dei pazienti dei prodotti nasali in spray, in particolare dei decongestionanti di libera vendita. Se ne è parlato durante il simposio della Società italiana di farmacologia clinica (Sifac) “Uso e abuso degli spray nasali: indagine di real-life sulla percezione del farmacista di comunità” all’interno dell’evento FarmacistaPIù 2023 dedicato ai farmacisti.

Ricerca real-life: dati raccolti dai farmacisti di comunità
Corrado Giua Marassi
, presidente Sifac, ha spiegato che l’obiettivo era di portare una “nuova prospettiva per la farmacia di comunità”, quella della ricerca in real-life. “Nelle farmacie italiane si possono osservare fenomeni di monitoraggio dell'aderenza terapeutica, effettuare campagne di prevenzione, misurare parametri clinici e l'impiego dei farmaci”, ma anche dei loro abusi. Per questo, partendo “dall'osservazione della casistica clinica del reparto di otorino laringoiatria dove opera il dottor Malvezzi all' Humanitas University”, dove “ci sono molti pazienti che in regime di automedicazione fanno uso improprio di farmaci”, si è cercato di “fotografare il fenomeno attraverso le farmacie di comunità elaborando uno strumento di indagine condiviso che avesse una valenza scientifica”. In particolare, è stato oggetto dello studio l’abuso dei prodotti per patologie rinosinusali.

Luca Malvezzi, otorinolaringoiatra all’ Humanitas Reserch e adjunct professor all’Humanitas University, ha affermato: “Il primo il primo messaggio di internet, se cerco spray nasali, è: ‘usa il decongestionante nasale’. Ma questi prodotti sono dannosi per la mucosa nasale. Eppure, il vaso costrittore nasale è acquistabile da qualsiasi utente in farmacia senza alcun suggerimento o prescrizione medica”.   Infatti, l’apparato nasale, ha approfondito Roberto Zizza Scientific communication & training manager di Aboca Group, è “una delle nostre aree dell'organismo insieme a polmoni e il tratto gastrointestinale aperto con l'esterno e quindi ha la principale funzione di difenderci dall'esterno ma anche di conoscerlo”. “Ricordiamoci -ha continuato Malvezzi- che il raffreddore banale può non essere banale e può essere la punta di un iceberg di una sintomatologia più importante come una problematica delle vie respiratorie. In generale nella vita di un essere umano è una problematica con una sua progressione e può portare a un peggioramento della qualità di vita”.

Le richieste dei pazienti e i consigli dei farmacisti in una survey
Enrico Keber
, della Società italiana di farmacia clinica, spiega in dettaglio la ricerca effettuata: “L'obiettivo principale era quello di andare a valutare l'uso dei più comuni medicinali senza obbligo di prescrizione impiegati nella popolazione per i problemi di natura rinologica attraverso la percezione del farmacista di comunità”. Più nello specifico, è stata indagata “la frequenza di dispensazione da parte del farmacista di comunità delle terapie rinologiche e la frequenza della richiesta invece dei pazienti di tali prodotti ed infine abbiamo voluto condurre un focus specifico sui decongestionanti nasali. In particolare, per quali problematiche venivano principalmente impiegati e se effettivamente i pazienti utilizzassero questi medicinali o prodotti in maniera appropriata”   Il questionario, costituito da 13 domande, era suddiviso in due aree: la prima per caratterizzare quello che era il profilo dei farmacisti che andavano a rispondere al questionario stesso; la seconda parte che andava a descrivere quello che era l'impiego secondo gli aspetti clinici dei diversi spray nasali che possono essere dispensati nel setting della farmacia di comunità. Il questionario è stato inviato tramite strumenti telematici ad un campione di farmacisti su tutta la penisola italiana rappresentativo del territorio e a questa indagine hanno partecipato 376 farmacisti di comunità.

I pazienti abusano di decongestionanti spray: la posologia consigliata
I risultati hanno mostrato, ha continuato Keber, che “per quanto riguarda il consiglio da parte del farmacista di comunità, le soluzioni saline, le soluzioni marine ipertoniche e le combinazioni di alfa agonisti ed antistaminici erano i prodotti maggiormente consigliati da parte del farmacista.
Ma aspetti interessanti sono nati dall'analisi dei dati sulla frequenza di consiglio del farmacista dei diversi prodotti o medicinali e la richiesta del paziente.  Se per le soluzioni saline le soluzioni ipertoniche o marine non c'era una differenza sostanziale dal punto di vista statistico nella richiesta del paziente o nel consiglio da parte del farmacista, così non era invece per i prodotti di origine farmacologica. Secondo la percezione dei farmacisti, i pazienti mostrano una maggiore tendenza all'impiego dei trattamenti di tipo farmacologico.
Per quanto riguarda la posologia circa un farmacista su due riferisce che secondo la sua percezione i soggetti impiegano questa terapia con una posologia superiore rispetto a quella indicata nella scheda tecnica o per quanto riguarda il numero di puff erogati durante una singola somministrazione o per quanto riguarda la frequenza giornaliera di somministrazione. Un altro aspetto interessante è correlato alla durata del trattamento: circa un farmacista su tre ritiene che i soggetti impieghino un decongestionante nasale per più di 5 giorni”. Infine, la tematica, ha afferma Sigismondo Rizzo, componente del Collegio dei revisori di Fofi, “ha di bisogno di approfondimento e di fare educazione sanitaria ai pazienti. In tal senso la farmacia e il farmacista potrebbero essere, assieme ai medici, protagonisti educando il paziente a capire meglio che si tratta di una problematica che va seguita che va prescritta e non fare soltanto autodiagnosi o autosomministrazione”.  



TAG: FARMACI, SIFAC, SOCIETà ITALIANA DI FARMACIA CLINICA, INDAGINE, RICERCA, DECONGESTIONANTI NASALI, FARMACISTI

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