FARMACIE
04 Dicembre 2023 Cresce il gradimento per le prestazioni in telemedicina in farmacia e da parte dei titolari c’è una crescente disponibilità a valutare il servizio. La piattaforma nazionale di telemedicina è in fase di collaudo e potrebbe essere pronta a gennaio 2024
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La piattaforma nazionale di telemedicina è in fase di collaudo e potrebbe essere pronta a gennaio 2024, anche se da un punto di vista operativo l’avvio sarà più probabilmente intorno a metà anno. A fare il quadro Domenico Mantoan, Direttore generale Agenas. Sul fronte delle farmacie di comunità c’è sempre più gradimento per le prestazioni in telemedicina erogate dai farmacisti e da parte dei titolari c’è una crescente disponibilità a valutare il servizio.
Piattaforma nazionale telemedicina in collaudo. I prossimi step
«Siamo in fase di collaudo» ha detto Domenico Mantoan, Direttore generale Agenas, nei giorni scorsi, intervenendo a un evento a Roma: «la piattaforma nazionale di telemedicina sarà pronta a inizio gennaio del 2024. Stanno per essere concluse anche le gare per le piattaforme verticali e per l'hardware. Da gennaio a giugno poi l’intenzione è di affidare a medici di medicina generale e medici dipendenti del Ssn una postazione per la televisita». I vari centri dovranno essere collegati tra loro con Centrali operative territoriali e la piattaforma nazionale, «su cui cominceranno via via ad essere disponibili i servizi», potrà essere uno strumento che aiuterà a ridurre i gap tra i vari territori.
Il coinvolgimento delle farmacie in regime privato e le sperimentazioni in convenzione
Intanto, per quanto riguarda il coinvolgimento delle farmacie, secondo gli ultimi dati diffusi a ottobre sulla Filodiretto di Federfarma, sono “circa 9000 le farmacie che erogano in regime privato prestazioni di telemedicina: questo vuol dire che sul territorio esiste un bisogno concreto cui le farmacie sono già pronte a rispondere”. A essere rilanciati poi sono anche i risultati relativi al censimento effettuato da Federfarma, già diffusi questa estate. A emergere, su quasi 14mila risposte al questionario proposto dal sindacato, pari al 76% delle farmacie associate, è che circa 7209 – il 52% dei rispondenti - eroga già servizi di Ecg, mentre 4.476 farmacie - il 32% - è disponibile ad attivarli. Percentuale analoga per il servizio dell’holter pressorio (il 50% eroga già e il 34% è disponibile); mentre per l’hoter cardiaco la quota delle farmacie già attive si attesta a 6.496 (46%), con 5.021 presidi che si dichiarano pronti ad avviare il servizio (36%). Per la spirometria, viene erogato dall’8% dei rispondenti, ma il 56% è disponibile a farlo (7.813).
Nell’ambito della telemedicina, va poi ricordato che in Liguria è stato attivato a luglio il servizio in convenzione con il Ssn, con la partecipazione di 270 farmacie. Secondo gli ultimi dati, aggiornati a fine novembre, sono oltre 5700 le prestazioni effettuate in farmacia a carico del Ssn. Il servizio come si ricorderà, prevede che sia il medico a inviare in farmacia con ricetta il paziente che necessiti del servizio. Nel dettaglio, si tratta di 1.100 prestazioni relative a holter pressorio, 2.100 per holter cardiaco e 2500 Ecg.
Novità per la telemedicina dal Pnrr
Novità sul tema comunque arrivano anche dal Pnrr: a fine novembre la Commissione Europea ha dato l’ok alla proposta di revisione del Pnrr. Diverse le modifiche che ricadono nell’ambito della Missione Salute: le motivazioni sono legate fondamentalmente all’aumento dei costi, con ritardi dovuti alla necessità di rinvenire finanziamenti addizionali a causa degli aumenti dei tassi di interesse, ritardi nelle forniture e difficoltà legate all’approvvigionamento delle materie prime.
In particolare, la revisione prevede la realizzazione di 1.038 Case di Comunità, rispetto alle 1.350 inizialmente previste (-312); 480 Centrali Operative Territoriali, rispetto alle 600 iniziali (-120); 307 Ospedali di Comunità, rispetto ai 381 iniziali (-74). Secondo quanto riportato, nel piano di rimodulazione, gli investimenti espunti dovrebbero essere finanziati con le risorse del programma di investimenti in edilizia sanitaria e ammodernamento tecnologico (ex art. 20 L. 67/1988) non spese dalle Regioni.
Accanto a questi aspetti, è previsto anche un incremento del target quantitativo per alcune voci, tra cui anche la telemedicina: in particolare, in relazione al numero di over 65 da prendere in carico in assistenza domiciliare si passa da almeno 800 mila a 842 mila entro giugno 2026 (42mila in più rispetto al target iniziale), mentre sul fronte del numero di pazienti assistiti in telemedicina il target sale da almeno 200 mila a 300 mila entro il termine del 2025. La rimodulazione prevede anche il differimento temporale del target relativo all’attivazione delle Centrali Operative Territoriali dal 30 giugno 2024 al 31 dicembre 2024 (+6 mesi).
“La rimodulazione della missione 6 del PNRR approvata dalla Commissione Ue” ha detto Orazio Schillaci, Ministro della Salute «ci ha permesso di incrementare i fondi destinati alla telemedicina e all’assistenza domiciliare: 750 milioni che vanno a rafforzare gli interventi per la piena attuazione dell’assistenza di prossimità e gestione della cronicità, necessaria a dare riposte più efficaci ai bisogni di salute in particolare delle fasce di popolazione più vulnerabili e degli anziani”. Nel dettaglio, “per quanto riguarda l’Assistenza domiciliare, l’investimento viene incrementato di 250 milioni di euro, mentre aumentano di 500 milioni di euro le risorse per la Telemedicina”.
Sul punto, nei giorni scorsi, è arrivato un commento anche da parte di Nino Cartabellotta, presidente Gimbe, che ha evidenziato come l’obiettivo di espandere l’utilizzo della telemedicina è importante; «la sua implementazione resta comunque condizionata dall’inserimento delle varie prestazioni nei livelli essenziali di assistenza, che oggi includono solo la tele-neuroriabilitazione».
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