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07 Febbraio 2024

Farmaci carenti. Organizzazione lavoro, stress e gratificazione professionale: le criticità dei farmacisti

Resta lunga la lista dei farmaci carenti nell’elenco Aifa, e oltre ai disagi per i pazienti si registrano anche criticità segnalate dai farmacisti in tutta Europa, dallo stress al carico di lavoro, alla soddisfazione professionale fino, in alcuni casi, ad aggressione

di Francesca Giani


Farmaci carenti. Organizzazione lavoro, stress e gratificazione professionale: le criticità dei farmacisti

Sono poco meno di 3.500 le referenze riportate nell’elenco Aifa dei medicinali carenti, che contiene anche informazioni sulla disponibilità di equivalenti, alternative terapeutiche e possibilità di importazione dall’estero. Intanto, è tornato a riunirsi il Tavolo tecnico al ministero della Salute, mentre, dal recente Rapporto Pgeu vengono messi in rilievo gli impatti delle carenze in termini di organizzazione e soddisfazione del personale e viene ribadita la necessità di una formazione finalizzata alla gestione del paziente. A emergere è, poi, un riconoscimento del ruolo della galenica per stemperare gli effetti, in determinati casi, del fenomeno.

Impatto su soddisfazione del personale e stress per i farmacisti
Il fenomeno delle carenze è oggetto di attenzione in tutta Europa. Di recente, dal Pgeu è stata pubblicata la Survey annuale, condotta tra il 4 dicembre 2023 e il 17 gennaio 2024, che ha coinvolto 26 Paesi, tra i quali l'Italia. Sono gli anti infettivi a uso sistemico, tra cui gli antibiotici, i farmaci che hanno registrato episodi di carenze in tutti gli Stati e nel complesso per il 65% dei rispondenti la situazione è peggiore rispetto all’anno scorso. Tensioni di approvvigionamento riguardano poi i dispositivi medici (il 69% del campione le riferisce negli ultimi 12 mesi), anche se viene rilevato che solo in due Paesi ci sono sistemi di monitoraggio. Diverse sono le ricadute per i pazienti, ma la criticità più percepita dai farmacisti riguarda l'interruzione del trattamento, riportata dall'88% del campione, la crescita della spesa out-of pocket, spesso dovuta ad alternative non rimborsate o più costose (73%), la necessità di attivare un trattamento meno appropriato o di efficacia inferiore (73%). Mentre, secondo il percepito dei farmacisti, a registrare ricadute è anche l’operatività stessa della farmacia: le attività intraprese per mitigare gli effetti delle carenze per il 92% del campione determinano un dispendio di tempo che viene ritenuto oneroso, ma anche un aumento delle incombenze burocratiche e amministrative (81%). Basti pensare che la media di ore settimanali spese dal team della farmacia per gestire le carenze è, nel 2023, pari a 9,5, un valore che è andato aumentando negli anni: dalle 6,6 ore settimanali di media del 2019, alle 6,7 del 2022, sino al dato attuale. Per altro, secondo una Survey condotta tra le farmacie di comunità del Nederland, ogni farmacia necessita di un Full time equivalente employee (FTE) per condurre attività che mitighino gli effetti delle carenze.

Mancata dispensazione di farmaci: riferiti episodi di aggressione al farmacista
A risentire della situazione, al contempo, è la relazione con i pazienti, con un calo della fiducia segnalato dal 77% dei rispondenti. Dalla Francia, in particolare, viene riferito che in molti casi, i farmacisti hanno sperimentato ostilità e aggressioni da parte dei pazienti che non hanno compreso il motivo per cui il farmaco non potesse essere dispensato immediatamente.
Dall’altra parte del bancone, tra i farmacisti, viene segnalato poi un calo nella soddisfazione lavorativa (73%). A essere riportata, al riguardo, è la situazione dei farmacisti Irlandesi: il carico di lavoro derivante dalla gestione delle carenze, che si traduce non solo nel tempo impiegato nella gestione del paziente al banco, ma anche in un aumento delle telefonate ricevute in farmacia, cresce di anno in anno e, sempre più, è fonte di stress tra i farmacisti, anche in grado elevato. La sensazione avvertita un po’ in tutti i paesi, come emerge da un recente documento del Pgeu, è l’esigenza di crearsi competenze non solo finalizzate a gestire correttamente le carenze, ma anche a favorire la relazione con il paziente e gestirne l’emotività.

Tra le soluzioni emerge anche la galenica ma resta fondamentale corretta informazione
Diverse a ogni modo sono le soluzioni possibili nei diversi Paesi e tra queste trova riscontro anche la galenica. Per quanto riguarda il nostro Paese, da Andrea Mandelli, presidente Fofi, intervistato ieri da una Agenzia, viene ribadita “la massima disponibilità da parte dei farmacisti, anche su questo tema”. Sul portale della Federazione, viene ricordato, “è messa a disposizione la mappa delle farmacie sul territorio – attualmente poco oltre le 2.200 - che allestiscono medicinali galenici”. Si tratta di un elenco che riporta informazioni sulla geolocalizzazione, sul servizio offerto e sulla tipologia di preparato che viene allestito.
Intanto, ieri è tornato a riunirsi presso il Ministero della Salute il Tavolo tecnico, promosso dal Sottosegretario Marcello Gemmato, che affianca quello istituito da Aifa da diversi anni fa. “Continueremo a riunirci a cadenza mensile” sono le parole di Gemmato in una nota “affinché siano messe in campo tutte le attività necessarie per garantire la continuità terapeutica ai cittadini. In questo processo, un ruolo chiave è affidato alla corretta informazione ai pazienti, gestita non solo dalle istituzioni ma anche dai medici di medicina generale, dai pediatri di libera scelta, dai farmacisti e da tutti i referenti del percorso di cura del cittadino, che hanno i mezzi e la competenza per indirizzarlo alle alternative disponibili con attenzione e tempestività”.
Dal Tavolo è stata affrontata “la situazione relativa al Creon 10.000 ui, medicinale a base di enzimi pancreatici: nella riunione di oggi è stato annunciato lo sblocco di un lotto da 38mila confezioni del farmaco, in attesa delle prossime forniture già calendarizzate. Confidiamo nella responsabilità di pazienti e professionisti sanitari per evitare di ricorrere ad accaparramenti e ricordiamo che Aifa sta continuando a supportare le Regioni interessate nell'importazione del farmaco dall’estero”.  

TAG: CARENZA DI FARMACI, STRESS, LAVORO, CARICO DI LAVORO, PGEU, FARMACISTI

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