Farmaci
14 Marzo 2024 L’Associazione Importatori Medicinali Italia (AIM) ha cambiato il proprio nome in Affordable Medicines Italia (AMI) e presentato il nuovo logo

L’Associazione Importatori Medicinali Italia (AIM) cambia nome: diventa Affordable Medicines Italia (AMI) e modifica il proprio logo. Una scelta, spiega il presidente Gian Maria Morra, voluta per consolidare la rappresentanza nazionale nel comparto della commercializzazione parallela di farmaci e per fare da connettore con la federazione europea, la Affordable Medicines Europe (AME). Inoltre, per rispondere in modo efficace e costante alle istanze del comparto, che è in continua evoluzione, AMI ha implementato la propria struttura organizzativa affidando il ruolo di Segretario Generale a Mattia Bianchi che avrà il compito di sviluppare e mantenere le relazioni con gli stakeholder nazionali ed europei.
“L’importazione parallela di medicinali – spiega Morra - è una parte integrante della filiera farmaceutica e di fatto è l’unica forma di concorrenza nei confronti di farmaci ancora protetti da brevetto e non solo. Questa attività – prosegue – consente di apportare benefici economici ai grossisti, alle farmacie e ai cittadini, nonché contribuisce al corretto funzionamento del mercato farmaceutico rendendolo maggiormente elastico. Per tale ragione siamo a disposizione di autorità e professionisti sanitari, con lo scopo di trasmettere l’importanza e l’incidenza di ciò che rappresentiamo”.
L’associazione è nata nel 2018 da due aziende italiane leader di mercato e che oggi racchiude le principali realtà nazionali di import ed export di medicinali. Il fatturato del commercio parallelo di medicinali nell’UE si attesta a 5,5 miliardi di euro e ammonta a quasi il 3% della vendita complessiva di farmaci. AMI rappresenta un settore che nel Paese genera un valore complessivo di 150 milioni di euro annui; la dispensazione di questi farmaci riguarda per il 58,5% quelli acquistati direttamente dai cittadini, con elevata presenza della fascia C, e per il 41,5% quelli rimborsati dal Servizio Sanitario Nazionale.
Il cambio di nome e logo, precisa Morra, è “una decisione per consolidare la rappresentanza nazionale nel comparto della commercializzazione parallela di farmaci ed essere il connettore con la federazione europea Affordable Medicines Europe (AME). L’obiettivo è accompagnare le istituzioni verso la conoscenza dei migliori standard europei in materia, ponendo l’Italia in una posizione di avanguardia. È un cambiamento nel segno della sinergia europea”.
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