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Politica e Sanità

09 Maggio 2015

Re-IMur, Manfrin: l’intervento professionale del farmacista fa una differenza misurabile


L'intervento del farmacista su una patologia come l'asma, con presa in carico del paziente e revisione dell'uso dei farmaci, genera una riduzione del 33% dell'uso inappropriato dei farmaci, un aumento del 44% nell'aderenza alla terapia e un miglioramento nel controllo della patologia con una riduzione del 20% dell'asma non controllato. Sono questi i risultati preliminari dello studio Re-IMur, Valutazione randomizzata della revisione dell'uso dei farmaci, utilizzando l'asma come modello nella farmacia di comunità, presentati da Andrea Manfrin, clinical lecturer in pharmacy practice, nella sessione dedicata alla Pharmaceutical care in programma a FarmacistaPiù la manifestazione patrocinata da Fofi, in corso a Milano. «Si tratta di dati preliminari» spiega il ricercatore «di uno studio svolto in 15 regioni italiane, iniziato a settembre 2014 e si concluderà a luglio 2015 che intende verificare e misurare se ciò che fa il farmacista ha un impatto clinico ed economico con la premessa che c'è un tipo di farmacista che prende il farmaco e lo consegna, ma questo può farlo anche un drone e poi c'è un farmacista che crea risultati clinici, che un drone non può fare». Studio che sta già dando risultati operativi e concreti tanto che ha fatto sapere Manfrina «in Lombardia si sta pensando di introdurre servizi cognitivi come questo nella nuova legislazione della sanità regionale».
Il modello usato nello studio è l'asma, una patologia in cui severità e controllo sono strettamente correlati ai costi: «Il paziente con asma severa o non controllato costa di più di un paziente con asma non severa o controllato, in un rapporto di circa 4:1 e i dati ci dicono che il 30% dei malati non controllati genera il 70% della spesa per la patologia. Quindi se l'azione del farmacista può rendere l'asma meno grave e controllato si dimostra che anziché 4 spendo 1». Lo studio si è quindi posto obiettivi risultati clinici ma anche una valutazione di come varia l'uso dei farmaci e l'aderenza alla terapia con l'intervento del farmacista. Manfrin ha spiegato che nell'arco dei 9 mesi, a distanza di tre mesi, circa 1.000 pazienti, divisi in due gruppi di pazienti asmatici sono stati sottoposti a un questionario validato di misura del controllo dell'asma e si è visto come cambiava il punteggio prima e dopo e con o senza la consulenza di medicine use review fatta dal farmacista. «I punteggi del test» ha chiarito Manfrin «hanno oggettivamente dimostrato che l'intervento con una consulenza professionale operata dal farmacista sull'uso dei farmaci può aumentare il controllo della patologia e allo stesso tempo va a migliorare l'uso dei farmaci, riducendo per esempio il consumo di Fans, ridotto del 33% e aumentando l'aderenza alla terapia del 44%. La presa in carico del paziente si dimostra quindi uno strumento efficace poiché determina una variazione del controllo della patologia rispetto a un valore baseline e rispetto a un valore di controllo dove l'intervento non è stato effettuato dimostrando i poter incidere sui costi. La dimostrazione scientifica dell'effetto delle nostre azioni» ha concluso Manfrin «è alle basi dello sviluppo della Pharmaceutical care».

Simona Zazzetta

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