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Politica e Sanità

28 Gennaio 2016

Studi di settore: rivisti per tutti, aboliti per i liberi professionisti


L'abolizione degli studi di settore per tutti i liberi professionisti è stata annunciata dal viceministro all'Economia, con delega alle Finanze, Luigi Casero. Quella che per molti rappresenterà una rivoluzione in campo fiscale rientra nell'obiettivo già fissato dal ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan nell'atto di indirizzo di politica fiscale per gli anni 2016-2018 inviato all'Amministrazione finanziaria, in cui si affermava l'intenzione di rivedere gli studi di settore «per renderli maggiormente efficaci e massimizzare l'attendibilità delle stime, assicurandone al contempo la semplificazione anche attraverso la riduzione del loro numero». In generale, la semplificazione fiscale seguirà un percorso costituito dall'aggiornamento annuale degli studi di settore; dalla riduzione del loro numero; dalla revisione del processo metodologico; dalla riduzione del numero di variabili del modello e del numero di cluster, i gruppi di elementi omogenei che li determinano. Fin dalla loro introduzione, gli studi di settore sono uno degli strumenti fiscali maggiormente contestati perché, secondo l'opinione di molti (singoli professionisti ma anche Ordini professionali), non garantirebbero una reale attendibilità. A essere interessati dalla loro revisione sono circa tre milioni di italiani, ma per i professionisti (dunque molti medici e odontoiatri) è prevista addirittura l'abolizione. Si ricorda che, nel 2013, gli studi di settore sono serviti per stimare gli introiti di circa 800 mila professionisti, che hanno dichiarato mediamente 75 mila euro di compensi. L'abolizione sarà accompagnata e resa possibile dalla fatturazione elettronica, che prevede l'invio periodico di tutte le fatture al fisco per via telematica. A sua volta, questo consentirà l'avvio della Perita Iva precompilata per i lavoratori autonomi, per i quali l'amministrazione prevede di istituire un apposito archivio contenente una serie di informazioni relative ai rimborsi e ai versamenti Iva, che potrebbero essere messi a disposizione online.

Renato Torlaschi

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