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Politica e Sanità

12 Febbraio 2016

730, invio dati 2015 chiuso anche se legge consente lieve ritardo senza sanzioni


«Abbiamo avuto notizia che il sistema Ts di Sogei non riceve più i dati relativi alla documentazione 2015 dei farmacisti dalla mezzanotte del 9 febbraio. Strano, perché il decreto 158 dello scorso settembre abbuona le sanzioni per lievi ritardi, sotto i 5 giorni. E dunque, se si prevedono dei giorni di tolleranza, si deve mettere il professionista in condizione di trasmettere pure in quei giorni, successivi alla scadenza indicata dall'Agenzia delle Entrate, senza che debba ritenersi in zona-sanzioni». Il ragionamento di Gianni Petrosillo Ad Promofarma, è stringente. Molti professionisti sanitari arrivati in ritardo, soprattutto a causa di incongruenze anagrafiche relative a utenti e pazienti, non concordanze di codici fiscali, contavano su un periodo di tolleranza per poter trasmettere i dati 2015. Periodo che non c'è stato. I farmacisti peraltro a differenza dei medici hanno tutti inviato i loro dati 2015 entro le 18 - 19 del 9 febbraio: tra chi ha fruito delle piattaforme di Federfarma non ci sono casi di ritardatari, tra i medici sì. In ogni caso c'è spazio per le perplessità di tutti. «È vero che i cittadini vanno messi in condizione di consultare i propri dati dal 10 febbraio per manifestare opposizione, entro il 9 marzo, rispetto a prestazioni fruite su cui chiedono riservatezza ed altro, e quindi la data del 9 indicata dall'Agenzia doveva ritenersi tassativa», riflette Petrosillo. «Ma è altrettanto vero che tale tassatività non è stata specificata. Che io sappia non si è affermato o scritto in un provvedimento, che nei dieci giorni di proroga concessi dall'Agenzia delle Entrate erano contenuti i cinque di tolleranza per le sanzioni. A questo punto si sarebbe dovuto comunicare che c'erano cinque giorni in più e non dieci, per via della sovrapposizione di date». Testualmente, l'articolo 23 del decreto 158, poi ripreso dalla Finanziaria 2016, prevede che la sanzione di 100 euro a documento trasmesso in ritardo non si applichi se la trasmissione dei dati corretti è effettuata entro i cinque giorni successivi alla scadenza (o, in caso di segnalazione da parte dell'Agenzia delle Entrate, entro i cinque successivi alla segnalazione stessa ndr). Quindi ad applicarlo addizionando i cinque giorni di tolleranza alla proroga dell'agenzia delle entrate si sarebbe potuto spedire fino alle 24 del 14 febbraio. Difficile capire che cosa può fare adesso chi ha tutti i dati ma non può trasmetterli perché il sistema Ts non li riceve (dato fin qui non confermato ufficialmente dalla Sogei). «Ricordo che i nove giorni in più si sono resi necessari per le criticità evidenziate su temi concreti dai professionisti. Tutto sommato - conclude Petrosillo - sarebbe stato più opportuno un più lungo periodo di prova/ sperimentazione, come del resto prevedeva in origine il decreto sul 730 precompilato del novembre 2014».

Mauro Miserendino

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