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Politica e Sanità

17 Febbraio 2016

Concorso, Campania e Puglia accelerano, sentenza Tar rallenta Lombardia


La nomina dei membri mancanti della Commissione esaminatrice nell'ambito del concorso straordinario della Regione Campania rappresenta un'accelerazione alla procedura di una delle grandi regioni che «era rimasta al palo». Passo spedito anche in Puglia, dove le sedi sono state assegnate ai vincitori e ora «il pallino passa dalla Regione a loro». Rallentamento in Lombardia per una sentenza del Tar che obbligherà la commissione a rivedere il punteggio di un candidato ricorrente. Questo il quadro che Carlo Ranaudo, docente di Analisi di mercato della Facoltà di Farmacia dell'Università Federico II di Napoli, traccia all'indomani della comunicazione da parte della giunta regionale della Campania, della nomina dei membri per completare la commissione esaminatrice revocata lo scorso luglio (decreto n. 129 del 28 luglio 2015). In particolare, in qualità di presidente della Commissione è stato nominato Giuseppe Cirino, docente di Farmacologia e Farmacoterapia presso l'Università di Napoli Federico II e come membri componenti Nicola D'Alterio, dirigente dell'Uod Politica del Farmaco presso la Regione Campania e Ugo Trama farmacista dirigente presso l'Asl Napoli 1. «Una delibera importante che accelera i tempi e migliora lo scenario in una regione che ha anche il problema di un vecchio concorso da sciogliere» spiega Ranaudo a Farmacista33 «inoltre, la nomina tecnica di Cirino, farmacista e conoscitore della materia è garanzia di velocizzazione delle procedure di valutazione dei titoli che ora la commissione si appresta ad affrontare». Ottimismo che l'esperto rivolge anche ad altre realtà regionali: «In Toscana il concorso è in fase avanzata, in Emilia Romagna è stata un'accelerata e in Puglia si sono concluse le assegnazioni e ora tocca ai vincitori adoperarsi per aprire le nuove farmacie. Tutto questo significa che presto ci saranno nuovi posti di lavoro». Qualche «nuvola si aggira sulla Lombardia» dice Ranaudo e spiega: «Una sentenza del Tar (sentenza n. 119 del 20 gennaio 2016, ndr.) ha dato ragione a un ricorrente che non era inserire tutta la documentazione relativa ai propri titoli per un limite della piattaforma informatica utilizzata per partecipare al concorso. Il Tar ha invocato il del principio del "soccorso istruttorio"».

In pratica la Regione, si legge nella sentenza, avrebbe dovuto chiedere al candidato di provvedere all'integrazione della documentazione e non far ricadere sul concorrente le conseguenze della inesatta predisposizione della piattaforma informatica e delle relative istruzioni per la compilazione della domanda di partecipazione al concorso. «Di fatto questa sentenza non annulla la graduatoria ma allunga i tempi. Si tenga presente che alla pubblicazione della graduatoria, i candidati hanno 60 giorni per impugnare il documento, ed è ciò che ha fatto il candidato ricorrente. Ora la commissione è tenuta a riunirsi nuovamente per attribuire al candidato i punti mancanti. Ma non si può parlare di cancellazione della graduatoria».

Simona Zazzetta

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