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Politica e Sanità

04 Aprile 2016

Farmacie online, difficoltà a ottenere l'autorizzazione. Cini: ecco i passaggi


La procedura per richiedere l'autorizzazione per la vendita dei farmaci online sembrerebbe essere piuttosto elementare, ma a complicare le cose è la disorganizzazione alimentata da una burocrazia frammentata. A ripercorrere con Farmacista33 i passaggi necessari per ottenere il logo comune che permette a farmacie e parafarmacie di dispensare online Otc e Sop è Maurizio Cini, Professore ordinario presso il dipartimento di Farmacia e Biotecnologie dell'Università di Bologna.

Il primo passo, spiega l'esperto, è rivolgersi alla Regione per capire a quale ente sia stato delegato il compito di rilasciare l'autorizzazione. Attualmente, infatti, in Sardegna, Puglia, Campania, Marche, Lazio, Piemonte e Bolzano la domanda va inoltrata all'amministrazione provinciale o regionale; mentre in Valle d'Aosta, Veneto, Friuli, Lombardia e Liguria bisogna rivolgersi alla Asl competente. In Emilia Romagna e Toscana bisogna rivolgersi al Comune, anche se non è ancora chiaro precisamente quale sia l'ufficio di competenza, è pur sempre possibile contattare il Servizio farmaceutico. In altre sette regioni (Trento, Basilicata, Abruzzo, Molise, Sicilia, Calabria e Umbria) non è stato ancora deciso nulla, dunque risulta impossibile fare richieste. Per la procedura è sufficiente fornire all'ente preposto tutti i dati che attestino il diritto dell'esercizio di vendere farmaci, come ad esempio il codice univoco. Una volta ottenuta l'autorizzazione regionale, bisogna compilare la domanda per la vendita online, il modulo apposito si trova sul sito internet del Ministero della Salute. Tra i dati richiesti nel modulo è presente anche il numero dell'autorizzazione regionale. A questo punto verrà rilasciato il logo comune da apporre su ogni pagina web del proprio sito internet per la vendita online. Attualmente in Italia i presidi autorizzati sono 7 in Campania e Marche, uno in Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia e Toscana, due in Lombardia, 4 nel Lazio, 10 in Puglia, 3 in Sardegna e 23 in Piemonte. «Nel Comune di Bologna, a titolo di esempio, alcuni punti vendita del farmaco stanno incontrando grossissime difficoltà a ottenere l'autorizzazione - commenta Cini - In Emilia Romagna e Toscana la Regione ha delegato ai Comuni il dovere di occuparsi di queste autorizzazioni, se la Regione avesse mandato un fac-simile ai comuni sarebbe stato più facile». In generale, secondo l'esperto, l'iniziativa della vendita online dei farmaci «non ha entusiasmato molto i farmacisti. La maggior parte di quelli che hanno aderito avevano già siti online ben avviati e non hanno fatto altro che aggiungere Otc e Sop alle vendite. Per rimanere concorrenziale online bisogna acquistare grandi quantità di prodotti in modo da ottenere forti sconti, inoltre è necessario sostenere costi a livello di organizzazione, ci vuole una persona che si occupi solo di quello, pagare delle royalty ai motori di ricerca per essere visibili quando qualcuno cerca un determinato prodotto, e i motori di ricerca si fanno pagare a click a prescindere dall'acquisto o meno. In aggiunta a ciò bisogna anche cercare strappare prezzi di spedizione concorrenziali ai corrieri».

Attilia Burke

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