Politica e Sanità
21 Luglio 2016«A rischio il servizio farmaceutico e la professione di farmacista». A prendere di mira il Ddl concorrenza in linea con la recente presa di posizione espressa da Fofi le Federfarma provinciali di Lecce, Brindisi e Taranto, prendendo in maniera chiara le distanze dai vertici nazionali del sindacato. «In gioco» sottolinea la nota, «non c'è solo la salvaguardia dei titolari di farmacia, ma soprattutto la salute stessa dei cittadini. In particolare, il Ddl concorrenza, così com'è stato formulato, consentirebbe l'ingresso del capitale nell'amministrazione e nella conduzione delle farmacie. Tale "ingerenza", però, non viene affatto regolamentata, come accade, invece, nelle altre società di professionisti, nelle quali al capitale spetta una quota minoritaria e, di conseguenza, un'influenza minoritaria nelle scelte di gestione. Come mai si intende, invece, garantire l'indipendenza professionale di avvocati ed ingegneri e non quella dei professionisti della salute, quali sono i farmacisti?» si domandano i titolari pugliesi.
«Neppure l'emendamento che stabilisce un tetto massimo pari al 20% del capitale per operatore in ciascuna regione può rappresentare un freno, anzi agli occhi dei titolari di farmacia appare come l'ennesima beffa. Basterebbero, infatti, appena cinque grossi operatori per impadronirsi dell'intero mercato, strozzandolo. Mentre prima si contestava la presunta posizione di monopolio dei 20mila titolari di farmacia, ora si vorrebbe favorire un vero e proprio oligopolio a vantaggio di qualche multinazionale del settore, che potrebbe facilmente acquisire una gran parte delle farmacie italiane, con l'assenso e la benedizione dell'Antitrust. Le Federfarma provinciali di Lecce, Brindisi e Taranto» conclude la nota «stigmatizzano, inoltre, l'atteggiamento dei propri vertici nazionali che stanno sottovalutando le conseguenze, a dir poco, nefaste per tutto il comparto e non stanno comprendendo la gravità di un simile provvedimento normativo. Le associazioni dei titolari di farmacia invitano perciò tutti i colleghi a farsi portavoce nelle diverse associazioni provinciali, affinché queste ultime possano manifestare il proprio dissenso, adottando, eventualmente, iniziative di protesta. Secondo le Federfarma provinciali, questo disegno di legge è, senza dubbio, il primo passo verso lo smantellamento, dalle fondamenta, del nostro Servizio Sanitario Nazionale».
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