Politica e Sanità
27 Gennaio 2017È in procinto di allungarsi la lista dei farmaci dispensati in dpc in Liguria: questa volta a venire sottratti alla distribuzione diretta sono i nuovi anticoagulanti orali (Nao). D'altra parte la diretta spesso genera sprechi e la mancata esistenza di un fascicolo sanitario digitale rende complicato il tentativo di limitarli. A parlarne con Farmacista33 è il presidente di Federfarma Liguria Elisabetta Borachia: «Analizzando i vari costi legati alla distribuzione diretta e per conto abbiamo notato un'elevata incidenza del mancato introito dei ticket dei farmaci che vengono dispensati in diretta invece che in dpc - afferma - Inoltre, nella dispensazione di farmaci post dimissioni non viene tenuto mai conto del fatto che un farmaco sia o meno soggetto a Nota, che è uno dei punti fondamentali per contenere la spesa. In poche parole, solo persone con determinati requisiti dovrebbero poter accedere gratuitamente a certe categorie di farmaci, le altre no. Molti pazienti, invece, escono dai reparti con prodotti dispensati gratuitamente che, normalmente, dovrebbero acquistare in farmacia come farmaci di fascia C. Noi chiediamo che siano rispettate le norme del Ssn nella limitazione delle prescrizioni anche da parte del servizio ospedaliero. Ora stiamo esaminando tutti questi dettagli per capire dove sono gli errori che generano sprechi e dove si può andare a risparmiare».
Dell'aggiunta dei Nao alla lista dei farmaci in Dpc se ne è parlato in settimana al tavolo tecnico dedicato che ha messo a confronto Federfarma regionale, i direttori generali e sanitari delle aziende e il direttore sanitario di Alisa, l'azienda che riunisci sotto un unico nome le 5 aziende sanitarie liguri. Il tavolo si riunirà nuovamente entro la prima decade di febbraio, e così sarà fino a che non verranno fissati tutti i termini dell'accordo, «al più tardi al 31 di marzo, con decorrenza dal primo aprile», spiega Borachia. Il tema portante dell'incontro è uno: «Uniformità territoriale - spiega Federfarma Regionale - Il sistema dev'essere uguale per tutti e deve andare incontro alle necessità del cittadino, la capillarità della distribuzione deve essere garantita anche nei festivi e nei prefestivi. Ora manca, in provincia di Imperia, addirittura, non esiste proprio la dpc. Verrà fatta una lista unica di farmaci da mettere in dpc, valida per tutta la Liguria, e da questo elenco verranno tolti i farmaci a basso costo per i quali non è più economicamente per le Asl lasciarli in Dpc».
Un altro punto fondamentale di cui si è discusso durante l'incontro riguarda la necessità di codificare cosa vuole dire "primo ciclo di terapia" e distribuzione del farmaco tramite ospedale post visita specialistica: «Bisogna mettere dei limiti nella dispensazione post visita - afferma Borachia - non è possibile che i pazienti continuano a ricevere scatolette per sei mesi dopo le dimissioni perché così si generano sprechi e incomprensioni. I medici di base non sanno cosa è stato consegnato e spesso i pazienti avendo difficoltà a riconoscere le scatolette dei farmaci ritirati in ospedale, le lasciano e vanno dal medico a farsi prescrivere nuovamente le scatolette che conoscono».
Attilia Burke
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