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Politica e Sanità

28 Marzo 2017

Voucher, validi fino al 31 dicembre. Precisazioni da ministero del Lavoro


Il ministero del Lavoro fa sapere: fino al prossimo capodanno i voucher non solo si potranno utilizzare, ma i committenti dovranno comunicare via email o sms all'Inps i dati dei lavoratori nonché eventuali variazioni e cessazioni dei rapporti. Nulla cambia rispetto a come funzionavano le cose prima del 17 marzo. Il Ministero ha dovuto precisarlo dopo l'uscita del decreto legge 25/2017 che abolisce i voucher, o buoni-lavoro. Nella "fretta" di evitare un referendum abrogativo che avrebbe spaccato il paese, la misura - di cui ora è attesa non senza ansie la conversione alle camere - ha cassato gli articoli da 48 a 50 della legge 81/2015 (uno dei decreti legge del jobs act) che impongono ai committenti di comunicare i nuovi rapporti di lavoro alle Direzioni Lavoro locali fino a 30 minuti prima di attivarli e di far sapere, oltre a identità e codice fiscale del lavoratore, luogo e periodo di attivazione ed eventuali cessazioni o variazioni contrattuali. In pratica dal 17 marzo, data di entrata in vigore della nuova norma, al 31 dicembre sarebbero stati "liberi tutti". Così evidentemente non sarà.

Anticipato nella legge Biagi del 2003 e disciplinato dalla legge 99/2013 e 81/2015 il voucher è stato previsto in origine solo per i lavoratori agricoli ma si è diffuso a tutti i settori produttivi e in particolare alle professioni dove ha iniziato a coprire moltissimi rapporti occasionali altrimenti disciplinati a partita Iva. E se negli ospedali, dove il lavoro necessita spesso di coordinamento, è difficile vedere medici o infermieri pagati con voucher (ma ci sono molte partite Iva) in farmacia le cose cambiano. È stata proprio Federfarma nei giorni scorsi a render nota agli addetti ai lavori la riattivazione del sito Inps che dialoga con i datori di lavoro. Peraltro, il voucher si presta all'impiego occasionale di collaboratori farmacisti: un titolare o collaboratore di farmacia nei giorni di chiusura dell'attività può ben utilizzare questa formula per effettuare lavoro occasionale in altre farmacie. Tra l'altro nessuna norma dice che sia necessario comunicare l'attività compensata con voucher all'ente pensionistico di riferimento. Con simili premesse di semplicità si spiega perché il buono per il lavoro accessorio sia sempre più utilizzato: ne sono stati venduti oltre 3 milioni nei primi mesi dell'anno, 1,38 milioni i lavoratori pagati con buoni nel 2015 (spesso immigrati con permesso di soggiorno o in attesa di esso), ma un reddito medio di poco sopra i 500 euro, non tale - al di là del fatto che sulla cifra non si pagano tasse - da costruire una previdenza. Dei 10 euro orari ai quali è fissato transitoriamente il taglio dei voucher, 2,5 vengono dirottati per una metà all'Inps, per 0,5 euro ai servizi telematici che mantengono e monitorano le procedure del buono, e il resto all'Inail. Il voucher dovrebbe riguardare soli contratti occasionali che nell'anno non possono generare oltre 7 mila euro netti (9333 lordi, che scendono a poco meno di 4 mila per chi è nel frattempo cassintegrato) e rapporti di lavoro che non possono fruttare più di 2 mila netti alla volta. In realtà si è esteso a tutti i rapporti in modo crescente, anche tra le lavoratrici, fino allo "scandalo" e alla soppressione per decreto legge, forse non l'ultima parola.


Mauro Miserendino

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