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Politica e Sanità

07 Aprile 2017

Ricetta senza promemoria, dal Veneto timori per privacy e black out del sistema


Arrivano ancora perplessità sul progetto Ecofarmacia - avviato in via sperimentale in alcune province del Veneto per eliminare definitivamente il promemoria cartaceo della ricetta dematerializzata - che riguardano in particolare, come sottolineato da Alberto Fontanesi, presidente di Federfarma Veneto, «la tutela della privacy del cittadino, l'assenza di garanzie sulla possibilità di erogare il farmaco al paziente pur a fronte di eventuali black out del sistema» e una corretta gestione della dcr digitale. Perplessità che già un mese fa erano state sottoposte alla Regione sotto forma di un memorandum consegnato al tavolo preposto per la realizzazione del progetto e che sono state ancora una volta ribadite.

«Il nostro sistema» ha rimarcato Fontanesi «ha risposto con prontezza alla proposta della Regione e abbiamo dato immediatamente la disponibilità alla sperimentazione. Siamo favorevoli all'introduzione di innovazioni orientate all'innalzamento degli standard di servizio agli utenti, ma proprio per questo abbiamo portato ai tavoli tecnici alcune osservazioni specifiche che confidiamo vengano accolte». Una prima criticità è relativa alla tutela della privacy del cittadino: «Chiediamo che i nostri associati che hanno aderito alla sperimentazione possano lavorare nel pieno rispetto delle regole della privacy in conformità con la normativa esistente» a livello nazionale «e in questo senso credo che gli strumenti informatici consentiranno di trovare una soluzione adeguata». Il sistema si basa sull'attivazione del Fascicolo sanitario elettronico regionale, un passaggio che aveva destato la medesima preoccupazione anche da parte della Fimmg Treviso, il principale sindacato dei medici di medicina generale, anche in relazione all'ampiezza del consenso per il trattamento dei dati. Ma il problema di maggiore rilevanza è relativo alla continuità del collegamento informatico tra farmacie e Sar: il timore è che in caso di black out del servizio il paziente senza promemoria non possa ricevere il farmaco di cui ha bisogno.

«Quello che più ci preme è la funzionalità dell'intero sistema e garantire l'operatività delle farmacie con la dematerializzazione delle ricette. Se la piattaforma non risultasse affidabile e saltasse uno dei nodi di collegamento, a rimetterci è l'utente e in particolare chi ha bisogno di ricevere farmaci con urgenza». In particolare «quando la trasmissione delle ricette sarà integralmente paperless e "appoggiata" sulla tessera del codice fiscale» il servizio funziona se «la piattaforma informatica regge». «Dalle prime sperimentazioni risulta evidente che i gap di connettività sono in parte imputabili alla rete e in parte al sistema Sar regionale e ai nodi telematici interni alle Asl, che hanno mostrato delle debolezze. Le farmacie venete a oggi sono adeguatamente attrezzate sul piano dell'informatizzazione ma nel caso di problemi di interconnessione nel sistema viene a mancare la possibilità di erogare il servizio. Ecco, noi chiediamo di concentrare l'attenzione sulla funzionalità del sistema, perché senza quella sono a rischio prestazioni essenziali». L'introduzione della ricetta paperless «è un'opportunità che conferma l'eccellenza del sistema sanitario del Veneto ma proprio per questo la piattaforma deve essere eccellente. E proprio a livello regionale è necessario identificare le procedure per superare eventuali criticità del sistema, prima di implementarlo su scala generale». Per questo, è la conclusione, «attendiamo la definizione di un protocollo da parte della Regione che garantisca i parametri entro cui possono operare con continuità e sicurezza i professionisti coinvolti nella sperimentazione, mantenendo l'eccellenza del servizio». Una condizione imprescindibile.


Francesca Giani

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