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Politica e Sanità

15 Novembre 2017

Sindrome occhio secco, ruolo del farmacista nel riconoscimento dei sintomi


Ascolto dei sintomi riferiti dal paziente, questionari di autovalutazione e anamnesi su variabilità dei sintomi e fattori scatenanti come condizioni ambientali sfavorevoli, presenza di patologie autoimmuni, alterazioni ormonali, assunzione di particolari farmaci, interventi chirurgici oculari pregressi. Sono queste le prime raccomandazioni italiane per la gestione della sindrome dell'occhio secco che costituiscono un valido aiuto per i farmacisti italiani che sono da sempre intermediari tra i pazienti e i medici. A elaborarle un board multidisciplinare di esperti coinvolti da Novartis in un tavolo di lavoro per individuare e uniformare le procedure per la diagnosi e il trattamento, offrendo indicazioni pratiche e suggerimenti per un corretto percorso diagnostico e di cura del paziente con occhio secco. Nel corso dei lavori è stato sottolineato anche il ruolo del farmacista, prima figura di riferimento per il paziente cui è affidato spesso il compito si interpretare i sintomi riferiti dalle persone per consigliare il miglior rimedio e per indirizzarli allo specialista.

«Il farmacista- commenta Paolo Vintani, Vice Presidente di Federfarma Milano e membro del board - si trova spesso a essere un traduttore di senso perché deve interpretare i sintomi riferiti dalle persone per consigliare il miglior rimedio e per indirizzarli allo specialista. Si tratta di un'attività non semplice che diventa ancora più complessa nell'ambito dei disturbi oculari dove persiste una confusione di fondo: le persone infatti non riescono a distinguere tra le diverse sindromi e per il farmacista diventa quindi maggiormente complesso indicare la soluzione più adatta. Queste nuove raccomandazioni supporteranno i farmacisti nel loro lavoro quotidiano e nel dare i consigli più corretti per la gestione e il trattamento della sindrome dell'occhio secco, un disturbo in costante aumento». Numerosi sono anche consigli e spunti utili per aiutare il paziente a eliminare i fattori di rischio ambientali e migliorare il proprio stile di vita: l'adozione di un'alimentazione sana ed equilibrata, ricca di omega 3 e antiossidanti contenuti nel pesce, nella frutta e verdure fresche, l'importanza di un'idratazione costante e di una corretta attenzione al microclima dell'ambiente in cui il paziente abitualmente soggiorna, con particolare riferimento ai luoghi di lavoro.

La base del documento è stata l'indagine preliminare condotta da Edra, media company leader in Italia nell'informazione di Salute, Scienza e Medicina, per ottenere un quadro della realtà italiana della sindrome dell'occhio secco e del suo legame con le abitudini quotidiane. Uno degli aspetti più interessanti della ricerca - e inedito rispetto alle indagini finora svolte sulla tematica - ha riguardato proprio il coinvolgimento di quattro diversi gruppi di riferimento: oftalmologi, medici di medicina generale, farmacisti e pazienti. Oltre a esaminare aspetti quali epidemiologia, cause, sintomi e trattamenti della patologia, l'indagine ha analizzato, per la prima volta, anche il grado di conoscenza della sindrome dell'occhio secco tra i vari target e le diversità di approccio nella gestione del paziente e nella cura del disturbo, mettendo inoltre in luce l'importanza che i cittadini riservano al benessere dei propri occhi.

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