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Politica e Sanità

27 Aprile 2018

Spreco farmaci, Banco Farmaceutico: si combatte recuperando quelli inutilizzati non scaduti


Il contrasto allo spreco di farmaci passa anche dal recupero di quelli rimasti inutilizzati ma non ancora scaduti, attività svolta dal 2016 Fondazione Banco Farmaceutico che con una lettera alla redazione in risposta all'iniziativa portata avanti in Toscana per prevedere la vendita di farmaci sfusi

Caro direttore,
segnaliamo, in relazione all'articolo pubblicato sulla vostra testata il 19 aprile (Farmaci sfusi, in Toscana sì a mozione per metterli in vendita) che la Fondazione Banco Farmaceutico già da tempo (dal 2013) ha avviato un'importante iniziativa per contrastare lo spreco di medicinali. Si tratta del progetto Recupero Farmaci Validi non scaduti. In 10 città e provincie italiane, all'interno delle farmacie che aderiscono all'iniziativa - con il sostegno delle istituzioni locali -, sono posizionati appositi contenitori di raccolta facilmente identificabili in cui ognuno, assistito dal farmacista, può donare i medicinali di cui non ha più bisogno.
Possono essere recuperati farmaci con almeno 8 mesi di validità, correttamente conservati nella loro confezione originale integra, con l'esclusione dei farmaci che richiedono conservazione a temperatura controllata, quelli ospedalieri (fascia H) e appartenenti alla categoria delle sostanze psicotrope e stupefacenti.
Tale pratica non solo evita enormi sprechi e costi per tutta la collettività (il medicinale inutilizzato produce inquinamento e costi sia quando è smaltito scorrettamente sia - anche se in misura minore - quando è smaltito correttamente), ma avviene, ovviamente, nel pieno rispetto della normativa vigente.

Sono i farmacisti stessi, infatti, a provvedere al controllo della scadenza e dell'integrità della confezione donata dal cittadino. Dopo avere controllato la confezione il farmacista appone sulla confezione un timbro (o uno sticker) riportante la dicitura "Banco Farmaceutico. Farmaco donato. Vietata la vendita". Successivamente il cittadino potrà inserire il farmaco nel contenitore predisposto.

In definitiva, si tratta di un circolo virtuoso che mette in relazione farmacisti, volontari, responsabili di realtà del Terzo settore che si occupano di persone senza fissa dimora, migranti, persone con varie forme di disagio. Un modello che non ha uguali in Europa, riconosciuto, oltre, che dalla legge, anche da convenzioni con ASL, ospedali, case di riposo e da donatori istituzionali e privati.
Ricordiamo, infine, che il Recupero Farmaci Validi di Banco Farmaceutico, nel 2017, ha consentito di raccogliere oltre 113.400 confezioni di medicinali, per un valore economico superiore a 1,6 milioni di euro. Dall'inizio ad oggi, sono stati recuperati oltre 418.600 confezioni di medicinali, per un controvalore economico pari a più di 5,7 milioni di euro. L'iniziativa, attualmente, è presente in 303 farmacie italiane e contribuisce a fornire le cure a più di 200.000 utenti in condizioni di povertà di 96 enti assistenziali del territorio.
Attualmente l'iniziativa è in atto nelle seguenti province: Torino (134 farmacie), Milano/ Monza e Brianza (86 farmacie), Roma (50 farmacie), Verona (12 farmacie), Mantova (10 farmacie), Varese (4 farmacie), Macerata (3 farmacie), Lucca (6 farmacie).

Sergio Daniotti
Presidente Fondazione Banco Farmaceutico onlus

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