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Politica e Sanità

30 Maggio 2018

Digitalizzazione farmacia, voucher Mise più ricco. Ecco come richiederlo


Da 100 a 342 milioni. Cresce il fondo per beneficiare chi scommette sulla digitalizzazione dei servizi. Una buona notizia per le farmacie che hanno investito su software, hardware, servizi digitali e formazione. Quelle impegnate quest'anno, avranno un incremento da poco più di 1.000 euro medi che avevano dovuto mettere in preventivo, vista l'esiguità delle casse, a circa 3.500 euro medi. Uno degli ultimi atti del ministero dello Sviluppo (Mise) guidato da Carlo Calenda, il decreto 23 marzo 2018, ripreso anche da una circolare della Federazione degli Ordini dei farmacisti, integra i 100 milioni stanziati dal decreto 9 settembre 2014 con altri 242,5 milioni di euro per far fronte a oltre 90 mila domande presentate, che altrimenti si sarebbero ripartite molto meno dei 10 mila euro ventilati dal Ministero per coprire parte dell'ammodernamento. Il fondo accoglie tutte le domande arrivate dalle 10 del 30 gennaio alle 17 del 9 febbraio 2018 alla direzione generale incentivi a imprese del Ministero dello Sviluppo, e va al riparto "in proporzione al fabbisogno" ove l'importo complessivo delle richieste superi l'ammontare delle risorse disponibili. Il benefit va dunque ricalcolato "in più". Fofi avverte anche che con decreto direttoriale 29 marzo 2018, pubblicato sul sito Mise, è stata fissata al 14 settembre 2018 la data a partire dalla quale è possibile presentare la richiesta di erogazione del Voucher.

L'incremento di dotazione è ripartito al 20% per le imprese localizzate al nord ed all'80% per quelle localizzate al centro ed al sud. L'aumento interessa solo le imprese che hanno fatto domanda ed è applicabile anche alle farmacie, tra le imprese iscritte alla camera di commercio, sotto 250 dipendenti con fatturato sotto i 50 milioni di euro (o totale di bilancio inferiore a 43 milioni), non i professionisti a meno che non abbiano un reddito d' impresa. «E' interessata la piccola-media impresa che acquisti software, hardware o servizi destinati all' ammodernamento tecnologico ed alla digitalizzazione per migliorare l'efficienza aziendale, modernizzare l'organizzazione del lavoro (consentendo ad esempio il telelavoro) sviluppare soluzioni di e-commerce, ottenere la banda larga o il collegamento alla rete via satellitare dove non vi siano altri collegamenti, e la formazione ICT qualificata del personale», riassume Stefano De Carli commercialista di Studio Luce a Modena. «Gli ambiti di intervento in cui possono rientrare più comunemente le farmacie sono gli investimenti in soluzioni di e-commerce e le spese atte a migliorare l'efficienza aziendale. Ma mentre i primi sono facilmente individuabili (articolo 1 punto c), molto più incerto è l'inquadramento delle seconde al punto a) relativo al miglioramento dell'organizzazione aziendale. Nel decreto - continua De Carli -si parla di "acquisti strettamente finalizzati alla digitalizzazione dei processi aziendali." Sono agevolati perciò solo gli investimenti atti a produrre un incremento di efficienza riconducibile a processi tecnologici innovativi: l'acquisto di un nuovo hardware per sostituirne uno obsoleto o comunque un qualsiasi prodotto non dotato di software innovativi non rientra nelle previsioni legislative, stante comunque un'alea interpretativa della norma. Senz'altro agevolabili dovrebbero essere apparecchiature quali vetrine elettroniche, etichettatrici digitali ecc. che consentono di migliorare l'efficienza dell'esercizio».

Per il 2019 il fondo andrà rivisto e rifinanziato. Riassumiamo qui i requisiti operativi utilizzati a gennaio-febbraio. Per far domanda ci volevano la Carta nazionale dei servizi, una casella PEC attiva e la registrazione al Registro delle imprese. Non era necessario aver già pagato, anche in acconto, il fornitore. All'arrivo dell'elenco cumulativo dal MiSE, contenente l'indicazione delle imprese e dell'importo, regione per regione, per l'assegnazione del voucher, l'impresa ammessa aveva 30 giorni per presentare l'istanza di erogazione dalla data di ultimazione delle spese. Il nuovo decreto fa ri-decorrere dal 14 settembre la data per richiedere le somme che il MiSE poi erogherà. Per la cronaca, nelle assegnazioni secondo delibera Cipe (somma 100 milioni) che ora andranno a incrementarsi, tra le regioni la Lombardia ha fatto la parte del leone con 15 milioni, seguita dalla Campania (10 milioni), Emilia Romagna e Piemonte (8) e la Toscana (7 milioni).


Mauro Miserendino

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