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Politica e Sanità

16 Novembre 2011

Costruire una rete post-emergenza


I colleghi delle località colpite si stanno prodigando per assicurare il servizio malgrado le molte farmacie inagibili. Difficoltà anche per le cure primarie

Le farmacie dell’Aquila, che hanno comunque voluto assicurare il servizio ad una popolazione provata dalle grandi difficoltà causate dal terremoto, sono riuscite a restare aperte fino all’ultima forte scossa registrata ieri mattina alle 11.26. Chiuse perch� inagibili anche moltissime farmacie della provincia, soprattutto nei piccoli centri (Onna, Pizzoli, Poggio Picenze, Fossa, Paganica, Prata d’Anzidonia, Villa Sant’Angelo, Cagnano Amiterno, Roio).  Si sta cercando comunque di assicurare l’assistenza farmaceutica, anche dispensando farmaci, garze, cerotti nei punti di aggregazione della popolazione o nelle tende allestite dalla Protezione Civile nei centri di raccolta allestiti per i numerosissimi cittadini rimasti senza casa. I locali Ordini dei farmacisti e Federfarma Abruzzo hanno già organizzato l’invio di container, per consentire l’allestimento di farmacie d’emergenza. I container verranno trasportati non appena giungerà l’autorizzazione della Protezione Civile, che indicherà i luoghi in cui andranno installati. Per fare il punto della situazione, inoltre, il sottosegretario al Welfare, Ferruccio Fazio, incontrerà oggi a Roma i principali rappresentanti dei medici di medicina generale, nella sede dell''ex ministero della Salute. L’obiettivo è quello di costruire una rete di medici di famiglia per gestire l''emergenza nell''assistenza sanitaria di base post-terremoto in Abruzzo. Il sisma ha infatti scardinato la presenza sul territorio dei medici e ha messo in crisi l''organizzazione degli ambulatori di medicina generale. "Il sottosegretario Fazio � ha spiegato Mauro Martini, presidente dello Snami (Sindacato nazionale autonomo medici italiani) - ha chiesto di organizzare nell''immediato un aiuto territoriale ai medici locali di medicina generale. Tra qualche giorno, infatti, passata l''emergenza, le persone avranno bisogno di cure primarie. Faremo anche un progetto di organizzazione di tutta la rete territoriale". Anche lo spostamento degli sfollati esige una nuova programmazione che risponda a questi nuovi bisogni, e a cui i medici di famiglia di tutta Italia sono pronti a dare il loro contributo.

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