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Politica e Sanità

16 Novembre 2011

Ancora aperto il dibattito sulla TOS


Negli Stati Uniti è in fase di valutazione l''ipotesi che le cure ormonali per le donne in menopausa, sospese alcuni anni fa per il timore di rischi cardiaci, possano avere benefici sulla salute femminile se seguite nei tempi giusti. Il dibattito scientifico e i dubbi che continuano a venire sollevati intorno ai rischi-benefici di queste cure, hanno occupato le pagine del Washington Post. Alcuni studiosi sospettano che lo studio del 2002, il Women health Iniziative (WHI), abbia individuato un forte aumento dei rischi cardiovascolari nelle volontarie che assumevano la terapia sostitutiva in quanto erano già in menopausa avanzata e quindi con età media 63 anni, mentre il climaterio inizia prima, mediamente intorno 51-52 anni. Frederick Naftolin, direttore di biologia della riproduzione della New York university, sostiene che le terapie ormonali se somministrate al momento in cui la donna entra in menopausa potrebbero invece sortire un effetto positivo sul cuore e che i possibili danni registrati nell''indagine del 2002 potrebbero essere semplicemente l''effetto degli ormoni su di un sistema cardiovascolare già invecchiato. Naftolin e altri scienziati Usa stanno così conducendo diverse indagini per verificare gli effetti di cure ormonali “a tempo determinato” sulla formazione di placche arteriose e quindi sull''aumento o la diminuzione dei rischi cardiaci nelle donne in menopausa che le seguono.

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