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Farmaci e dintorni

26 Luglio 2014

Con probiotici migliora il controllo della pressione sanguigna


Il consumo di probiotici potrebbe avere un effetto, seppur modesto, di miglioramento del controllo della pressione sanguigna. Un gruppo di ricercatori australiani ha condotto una revisione sistematica e una metanalisi di trial randomizzati controllati, pubblicata su Hypertension. «Precedenti trial clinici nell'uomo hanno mostrato che il consumo di probiotici può migliorare il controllo della pressione sanguigna. Lo scopo della presente revisione sistematica era chiarire l'effetto dei probiotici sulla pressione sanguigna usando una metanalisi dei trial randomizzati controllati» spiega Saman Khalesi, della Griffith university in Australia, primo firmatario dell'articolo. La ricerca su PubMed, Scopus, Cochrane library (Centrale), Physiotherapy evidence database e Clinicaltrial.gov fino a gennaio 2014 ha incluso nove studi, per un totale di 543 partecipanti. Il consumo di probiotici ha cambiato significativamente la pressione sistolica (-3,56 mmHg) e diastolica (-2,38) rispetto ai gruppi di controllo. Per la pressione sia sistolica sia diastolica è stata osservata una riduzione maggiore con i probiotici multipli rispetto a singola specie, e i trial con pressione basale maggiore o uguale a 130/85 rispetto a minore di 130/85 hanno trovato un miglioramento più significativo della diastolica. Infine, la durata dell'intervento minore di 8 settimane non portava a una riduzione significativa della sistolica o diastolica, come pure la dose giornaliera inferiore a 100 miliardi Cfu non mostrava un effetto significativo. I ricercatori riportano alcuni limiti dello studio e dei trial analizzati e la necessità di più studi randomizzati controllati con campioni più ampi, durata più lunga e adeguati disegni di cecità. «Sono raccomandati studi futuri che indaghino l'effetto di differenti prodotti con differenti specie e dosi per chiarire i risultati di questa metanalisi. L'effetto dei probiotici sulla pressione sanguigna e la salute globale dei pazienti, soprattutto dei pazienti ipertesi, come anche il meccanismo con cui i probiotici possono influenzare la pressione sanguigna necessitano di ulteriori indagini» conclude Khalesi.

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