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Farmaci e dintorni

11 Aprile 2015

Diete commerciali: poche di efficacia dimostrata


Le diete commerciali che spiegano ai clienti come perdere peso vanno e vengono, ma i loro effetti benefici non sono sempre ben chiari. E una revisione sistematica pubblicata su Annals of Internal Medicine sull'efficacia dei programmi di calo ponderale, prima autrice Kimberly Gudzune della Divisione di medicina generale alla Johns Hopkins University School of Medicine, conclude che solo in pochi casi tali diete meritano l'imprimatur dell'affidabilità scientifica. Per giungere alle loro conclusioni i ricercatori statunitensi hanno passato in rivista ben 45 studi di valutazione su 11 programmi del commercio venduti per perdere peso: Weight Watchers, Jenny Craig, Nutrisystem, Health Management Resources (Hmr), Medifast, Optifast, Atkins, The Biggest Loser Club, eDiets, Lose It! e SlimFast, confrontando il risultati ottenuti in termini di calo ponderale con quelli osservati nei soggetti di controllo, che hanno ricevuto le consuete informazioni nutrizionali e consulenza dietologiche. E i risultati parlano chiaro: a 1 anno dall'inizio del programma, solo Jenny Craig e Weight Watchers sono stati in grado di raggiungere una perdita di peso, seppure modesta, rispetto ai controlli, mantenendola non solo a breve, ma anche a lungo termine. «Il calo ponderale è arrivato al 4,9% rispetto al peso di partenza con Jenny Craig, e al 2,6% con Weight Watchers» esordisce la ricercatrice, sottolineando che Nutrisystem e le diete fortemente ipocaloriche come Hmr, Medifast e Optifast hanno indotto un calo di peso a breve termine, ovvero a 3-6 mesi, che tuttavia è svanito nel lungo periodo. «Questi dati evidenziano un fatto noto da decenni: il successo di una dieta è strettamente legato al modo in cui è strutturata, che a sua volta condiziona l'aderenza del paziente» sottolineano gli autori dell'articolo. «Non è quindi sorprendente che programmi ben strutturati che comprendono anche un supporto personale come Weight Watchers e Jenny Craig sembrano più efficaci nel lungo termine rispetto a interventi meno strutturati e basati unicamente su una riduzione calorica che il paziente non è in grado di mantenere per più di qualche mese» osserva in un editoriale di commento Christina Wee del Beth Israel Deaconess Medical Center and Harvard Medical School a Boston, Massachusetts.

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