Farmaci e dintorni
13 Aprile 2016Nell'ambito delle cure primarie, le donne nella fascia di età compresa tra 16 e 54 anni ricevono un maggior numero di prescrizioni di antibiotici, in particolare cefalosporine e macrolidi, rispetto agli uomini. È quanto risulta da una revisione sistematica con rispettiva meta-analisi effettuata da un team coordinato dall'infettivologa italiana Evelina Tacconelli, operante all'Ospedale universitario di Tubinga (Germania). È un nuovo aspetto della medicina di genere che mette in evidenza ancora una volta una diseguaglianza tra maschi e femmine: in questo caso, però, la disparità riguarda la prescrizione inappropriata di chemioterapici antimicrobici e ciò può contribuire allo sviluppo di germi antibioticoresistenti, determinando un danno che colpisce senza distinzione uomini e donne. Tacconelli e colleghi hanno effettuato una ricerca su PubMed e Medline di tutti gli studi - pubblicati dal 1976 al 2013 - che hanno analizzato la prescrizione di antibiotici nelle cure primarie. Gli outcome primari erano costituiti dal rapporto del tasso di incidenza (Irr) - misurato come ddd (dose definita giornaliera)/1.000 abitanti/die - e il rapporto di tasso di prevalenza (Prr) - misurato come tasso di prevalenza/1.000 abitanti - di prescrizione di antimicrobici, stratificato per genere, età e classe di antibiotici. Nel complesso, sono stati sottoposti a revisione 576 articoli e, di questi, ne sono stati inclusi 11 (per un totale di oltre 44 milioni di pazienti di 9 Paesi: Italia, Danimarca, Regno Unito, Spagna, Israele, Germania, Nuova Zelanda, Svezia e Belgio).
I lavori selezionati hanno utilizzato i dati provenienti da studi prospettici - 5 nazionali e 6 regionali - di farmacovigilanza di farmacie di comunità, compagnie assicurative o sistemi sanitari nazionali. È emerso che le donne avevano una probabilità superiore del 27% rispetto agli uomini di ricevere una prescrizione di antibiotici nella loro vita. La quantità di antibiotici prescritti alle donne è risultata superiore del 36% rispetto a quella rilasciata agli uomini nella fascia di età dai 16 ai 34 anni e maggiore del 40% dai 35 ai 54 anni. In particolare, la quantità di cefalosporine e macrolidi prescritti per le donne erano, rispettivamente, più elevate del 44% e del 32% rispetto a quelli prescritti per gli uomini. Gli autori concludono che occorrono ulteriori studi per indagare le cause del fenomeno. Possibili spiegazioni - quanto meno relative alla realtà italiana - si possono dedurre dalle statistiche che certificano come le donne si rivolgano più spesso al medico curante, forse sentendo più dei maschi la necessità di dover guarire subito e quindi insistendo maggiormente per ottenere una prescrizione (a possibile supporto di questa tesi c'è il dato di un consumo maggiore di farmaci nelle donne riferito dal rapporto annuale Aifa). Inoltre, da fonti dell'Istituto superiore di sanità, risulta che le donne commettano più spesso degli uomini l'errore di trattare con antibiotici una comune patologia virale come l'influenza, favorendo ulteriormente il fenomeno della resistenza batterica agli antibiotici.
Arturo Zenorini
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