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Nutrizione

03 Dicembre 2015

Integrazione e anziani: una strategia olistica per prevenire la malnutrizione


La popolazione europea sta invecchiando: il 17,4% aveva più di 65 anni nel 2010 e si stima che la percentuale sarà pari al 30% nel 2060; anche il segmento di popolazione ultraottantenne cresce velocemente, secondo le stime della Commisione Europea (Demography Record, 2010). La malnutrizione è uno fra i più importanti fattori che influenzano negativamente la salute delle persone anziane. Quando si parla della necessità di attuare integrazioni alimentari mirate nella dieta dell'anziano andrebbero fatte alcune considerazioni che, ricorda Alessandra Bordoni (1), dell'Università di Bologna, non riguardano esclusivamente un deficit di nutrienti cui sopperire con un intervento dietetico mirato, ma coinvolgono altri aspetti: fattori sociali (stato civile, condizioni socio-economiche, abitudini alimentari, livello culturale) e psicologici (demenza, depressione); ma sono anche da considerare i cambiamenti fisiologici che caratterizzano questa età e che inevitabilmente si riflettono ripercuotono sullo stato nutrizionale (rallentamento dello svuotamento gastrico, risposta ormonale rallentata, diminuzione del metabolismo basale, fin alle variazioni di gusto e olfatto e quindi di percezione sensoriale dei cibi). Nell'anziano dunque la malnutrizione ha un carattere multifattoriale, e l'intervento dietetico, per l'intero segmento, dovrebbe prevedere anche la possibilità di accedere, grazie all'innovazione tecnologica, anche ad alimenti formulati ad hoc, eventualmente fortificati con microelementi o ingredienti funzionali. Da un punto di vista fisiologico, ecco alcune delle evidenze più recenti legate ai principali macro e micronutrienti:

Proteine: circa un terzo di chi ha più di 50 anni non raggiunge le raccomandazioni dietetiche ufficiali che riguardano l'assunzione giornaliera. Leucina e un mix di aminoacidi ramificati possono, in chiave di prevenzione, migliorare la massa e le funzioni muscolari.

Acidi grassi polinsaturi (Pufa): il consumo di acidi grassi omega-3 può prevenire i danni celebrali legati all'invecchiamento. I Pufa inoltre regolano il processo infiammatorio e la risposta immunitaria.

Vitamine e antiossidanti: Nell'anziano è particolarmente importante la carenza di Vitamina D: i livelli di 25(OH)D3 sono positivamente associati alla densità minerale ossea. La vitamina D potrebbe dunque essere importante per sostenere la funzione muscolare e prevenire sarcopenia (perdita di massa muscolare e di forza). Inoltre per le sue proprietà anti-infiammatorie potrebbe avere un ruolo nella prevenzione della degenerazione maculare.

La riduzione del numero di enzimi antiossidanti gioca un ruolo importante nell'invecchiamento celebrale. Un'assunzione ridotta di antiossidanti può peggiorare le funzioni cognitive. L'apporto di vitamina E, infatti, è inversamente correlato all'incidenza di demenza, Alzheimer e declino cognitivo. Anche le vitamine A, E e C, unitamente a fitocomposti come carotenoidi e flavonoidi (quercetina), nell'anziano, hanno un ruolo protettivo nei confronti della salute delle ossa; i carotenoidi come luteina, zeaxantina e beta-carotene, insieme a vitamina C ed E influiscono invece sulla degenerazione maculare legata all'invecchiamento.

(1) Global trends, regulation and innovation in food supplements products", Parco Tecnologico Padano. Lodi, 29/05/2015


Francesca De Vecchi
Esperta in scienze e tecnologie alimentari

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