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Politica e Sanità

16 Novembre 2011

Su RU486 Aifa fa il suo dovere


Massimo riserbo dell''Agenzia italiana del farmaco (Aifa) sui tempi per l''effettiva immissione in commercio della pillola abortiva Ru486. Dopo il via libera al medicinale a base di mifepristone (Mifegyne*), il 30 luglio scorso da parte del Consiglio di amministrazione dell''ente regolatorio nazionale, "resta solo da pubblicare in Gazzetta ufficiale la cosiddetta ''determina''" dell''autorizzazione all''immissione in commercio (Aic), afferma il presidente dell''Aifa Sergio Pecorelli. Alla vigilia della riunione di mercoledì 30 settembre, in cui il Cda dell''Aifa parlerà anche di Ru486, i tempi della pubblicazione in G.U. non possono essere previsti, dice Pecorelli. Tenendo però a precisare che l''Aifa ha fatto il proprio dovere senza ideologie. Il via libera alla pillola abortiva "è stato deliberato attraverso la procedura europea di mutuo riconoscimento - ricorda il presidente dell''Aifa - Abbiamo fatto il nostro dovere", puntualizza. "Non dobbiamo essere ideologici - aggiunge - Abbiamo il dovere di trattare questo farmaco come un qualsiasi altro medicinale. Come se si trattasse, ad esempio, di un farmaco anticancro".  Quanto all''indagine conoscitiva sulla Ru486, votata dalla Commissione Igiene e sanità del Senato, "si tratta di un''indagine parallela della quale siamo stati informati con estrema cortesia e rispetto". Secondo Pecorelli, "non c''è l''intenzione di interrompere nulla". In ogni caso, continua, "mercoledì durante la riunione del Cda leggerò la lettera del Senato, che ovviamente non è stata resa pubblica". "La legge europea - osserva poi il presidente dell''Aifa - prevede che l''uso della pillola Ru486 sia ubbidiente alle normative nazionali in materia di aborto. Ciò significa che, in Italia, l''impiego di questo farmaco dovrà essere inserito nell''ambito della legge 194 sull''interruzione di gravidanza. Una normativa che risale al ''78", riflette. Serviranno quindi linee guida per l''utilizzo della Ru486, ma "definirle non spetta all''Aifa n� a me", assicura. "L''Agenzia può solo dare indicazioni tecniche sull''assunzione del farmaco", per "il resto spetta a Regioni e ministero. L''Aifa ha solo il compito di approvare il medicinale - ribadisce - Se poi Regioni e ministero non lo vogliono, possono fare una legge", conclude.

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