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Politica e Sanità

16 Novembre 2011

Il virus è mutato ma non preoccupa


Anche in Italia, come in Norvegia e in altri Paesi nel mondo, è stata rilevata una mutazione del virus A/H1N1, che non desta allarmi sul piano clinico. La pandemia prosegue, ma la mortalità è sempre più bassa di quella tipica dell’influenza stagionale

Nel corso della 46� settimana, i casi di influenza settimanali stimati sono circa 752mila, che sommati ai casi registrati settimanalmente dall’inizio della sorveglianza (19 ottobre) danno un totale di 2.306.000 casi. La percentuale di vittime in rapporto al totale dei malati di nuova influenza A è dello 0,0034%, contro lo 0,2 per cento delle vittime correlate alla normale influenza, con un totale di 82 vittime di cui 79 presentavano gravi patologie pregresse. Le Regioni dove si registra una maggiore diffusione del virus sono: Marche con un’incidenza del 2,9%, Emilia Romagna (1,8), Lazio (1,7), Abruzzo (1,6) e Campania (1,6). I più colpiti sono bambini e adolescenti da zero a 14 anni, con un’incidenza pari al 3,6% (2,6% nei più piccoli da zero a 4 anni e 4,2% dai 5 ai 14). Dai 15 ai 64 anni l’incidenza dell’influenza è dello 0,7% mentre per gli ultrasessantacinquenni è lo 0,1%. Le Regioni hanno segnalato finora al Ministero 519 ricoveri in ospedale per complicanze, di cui 269 che richiedono cure di alta specializzazione e assistenza respiratoria, pari una quota pari allo 0,011% del totale delle persone che hanno contratto l’influenza A.

Il 20 novembre l''OMS ha dato comunicazione di una mutazione, ossia una modifica di parte del DNA virale, rilevata in Norvegia, che  non dà origine a resistenza ai farmaci e che in alcuni casi era legata a maggior gravità e mortalità, in altri invece era accompagnata a un quadro influenzale modesto. Le mutazioni sono un fenomeno naturale ed è per questo che i Laboratori di riferimento controllano i virus, così da poter intervenire nel caso in cui si verifichi una mutazione che comporti effetti negativi che, comunque, non sono la norma. Rispetto a questo tema, è importante ricordare che occorre un comportamento corretto nella cura perchè un abuso di farmaci antivirali può favorire la selezione e la diffusione di ceppi mutati e resistenti. Anche in Italia � ma non solo � sono state registrate negli ultimi giorni delle mutazioni del virus e questo fa pensare che si verificherà un nuovo incremento dei casi che potrebbero essere anche di maggiore intensità. In Italia viene confermata la netta prevalenza (98,8%), tra i virus influenzali circolanti, dell''A/H1N1v e il dato trova conferma anche a livello internazionale (tratto da CDC: Co-circulation of 2009 H1N1 and Seasonal Influenza). Nel corso dell’ultima settimana, inoltre, è stata diffusa la notizia di un eccezionale numero di gravi reazioni allergiche al vaccino dell''H1N1 verificatosi in Canada, riferite a un lotto di vaccini della GlaxoSmithKline. Per inquadrare correttamente la notizia, occorre tener conto della media dei possibili eventi avversi che si verificano collegati alle vaccinazioni che, normalmente, sono di lieve entità.

Sui tassi di incidenza di base delle malattie e valutazione di sicurezza dei vaccini antipandemici, è stato pubblicato su The Lancet il 31 ottobre uno studio che evidenzia i tassi di incidenza di base di eventi sanitari in diversi Paesi. I tassi variavano in funzione dell''età, sesso, del metodo di accertamento e del luogo geografico. Problemi sanitari molto evidenti come la sindrome di Guillain-Barr�, l''aborto spontaneo o addirittura la morte si verificano in associazione temporale con la vaccinazione. In base ai dati revisionati, vaccinando una coorte di 10 milioni di persone in Inghilterra si attendono 21,5 casi di sindrome di Guillain-Barr� e 5,75 casi di morte improvvisa entro 6 settimane dalla vaccinazione, perch� si tratta della media dei casi che si verificano di base, anche in assenza di vaccinazione. Nel caso di donne vaccinate negli USA si attendono 86,3 casi di neurite ottica ogni 10 milioni entro 6 settimane dalla vaccinazione e 397 casi di aborto spontaneo per milione di donne in gravidanza vaccinate entro 1 giorno dalla vaccinazione.


Fabrizio Pregliasco

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