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Politica e Sanità

16 Novembre 2011

Così il farmaco nella manovra


La manovra economica approvata dal Consiglio dei Ministri, per quanto riguarda la sanità, ha centrato gli interventi sulla spesa farmaceutica

Partendo dalla distribuzione:  infatti la quota di spettanza del distributore scende dal 6,5% al 3%, e sale contemporaneamente dal 26,7% al 30,35% il margine nominale della farmacia, ma a fronte di un aumento del 3,65% dello sconto praticato al SSN. Interventi anche sul versante dei prezzi: per i generici propriamente detti, escluse dunque le specialità a brevetto scaduto, si prevede una riduzione del 12% del prezzo al pubblico, con esclusione dei medicinali il cui prezzo sia stato negoziato dopo il 30 settembre 2008. Questa riduzione di prezzo scatterà a 30 giorni dall’approvazione della manovra economica e resterà in vigore fino alla fine del 2010 mentre il riassorbimento dell’extrasconto decorrerà dall’approvazione. Inoltre, a partire dal 2011, per i medicinali di fascia A a brevetto scaduto si prevede di limitare la rimborsabilità al massimo a  4 generici, scelti mediante selezione per evidenza pubblica sulla base del prezzo, per ciascun originatore, mentre il SSN adotterà come prezzo di rimborso quello del medicinale meno costoso (resta il meccanismo della differenza di prezzo da pagare direttamente per chi volesse la specialità).

C’è poi il capitolo della spesa farmaceutica ospedaliera,  molto sentito dalle Regioni  che hanno dovuto registrare da tempo il superamento del tetto programmato. Il primo intervento è l’individuazione da parte dell’AIFA, tra i medicinali erogati a carico della spesa ospedaliera, di quei farmaci che per le loro caratteristiche (possibilità di assunzione/somministrazione domiciliare o ambulatoriale) possono essere dispensati attraverso le farmacie convenzionate, spostandoli  nel capitolo della spesa territoriale e quindi prevedibilmente sottoposti al meccanismo del pay-back. I farmaci così individuati dovranno rappresentare una spesa non inferiore a 600 milioni di euro annui. Si prevede un potenziamento del sistema della tessera sanitaria, i cui dati dovranno servire per confrontare la spesa farmaceutica delle Regioni, e stabilire quale sia il livello ottimale della prescrizione di generici per le diverse classi terapeutiche, così da individuare delle soglie di appropriatezza prescrittiva: chi resta al di sotto potrà/dovrà adeguarsi. Altri interventi rilevanti riguardano l’acquisizione di beni e servizi da parte di ASL e Ospedali, per i quali si dovrà puntare sulle procedure centralizzate. Quale risparmio ci si attende da queste misure? Il testo, che non si esclude possa subire modificazioni durante l’iter parlamentare, dice che per il 2010 si dovrebbero totalizzare 300  milioni di euro, mentre dal 2011 il risultato dovrebbe essere un risparmio di 600 milioni l’anno. Il risultato dell’incentivazione del generico, stimato in altri 600 milioni anno, resterà invece alle Regioni. Lo Stato, nel 2011, ridurrà di 600 milioni il finanziamento del Fondo sanitario nazionale.

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