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Politica e Sanità

16 Novembre 2011

Francia, campagna farmacie contro liberalizzazione “Leclerc” dell’Otc


Leclerc come Pinocchio, perché racconta bugie. E’ guerra aperta tra le farmacie francesi e il “patron” di uno dei più importanti marchi della Gdo transalpina, la catena Leclerc. La scintilla l’aveva accesa la campagna lanciata a dicembre dal gruppo per “forzare” la liberalizzazione dei farmaci senza obbligo di prescrizione, sulla falsariga di quanto accaduto in Italia con la riforma Bersani. Una campagna a dir poco aggressiva, intitolata non a caso “Se soigner moins cher” (curarsi spendendo di meno), nella quale si reclamizzavano i risultati di uno studio sui prezzi praticati in farmacia e si rivendicava il diritto di vendere l’Otc e far risparmiare le famiglie. Da notare che Leclerc non è nuovo a iniziative simili: negli anni ’90 l’azienda condusse una durissima e vittoriosa battaglia politica per ottenere la distribuzione di parafarmaco e benzina ed è da tempo che il gruppo preme per la deregulation dei Sop.
Stavolta, tuttavia, i farmacisti francesi hanno risposto per le rime. Con una controcampagna, dal titolo “Se moquer du monde” (prendere in giro tutti), un cartello di “groupement” (consorzi di farmacie) guidati dall’Union des groupements de pharmaciens d’officine (Udgpo) ha accusato Leclerc di raccontare bugie ai francesi. Conferma un’altra ricerca, condotta dai promotori e certificata, dalla quale emergerebbe che nei centri Leclerc il parafarmaco viene venduto a un prezzo superiore rispetto alle farmacie del cartello con differenze comprese tra lo 0,5 e il 18,32%. Non solo, tra due parafarmacie Leclerc esisterebbero sullo stesso prodotto differenze di prezzo anche del 69,57%, a conferma del ruolo che hanno i prezzi civetta nelle politiche commerciali della Gdo.

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