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Politica e Sanità

15 Novembre 2011

La pausa riduce l’errore medico


Per evitare gli errori medici servono anche più pause e riposi nei turni di lavoro. I ritmi intensi e i carichi eccessivi, infatti, posso ridurre notevolmente la capacità di attenzione del medico, aumentando il rischio di sbagliare: non a caso, nelle ultime ore dei turni di notte, il 30% degli errori commessi è evitabile, secondo recenti studi. Il problema sarà analizzato e discusso al convegno ''Tempo di lavoro e rischio clinico: esperienze europee e italiane a confronto sui carichi di lavoro in medicina'', organizzato dall''Ordine dei medici di Modena in collaborazione con la Federazione nazionale degli Ordini (FNOMCEO), svoltosi sabato a Modena. "La cura dei pazienti - spiega Nicolino D''Autilia, presidente dell''Ordine di Modena e promotore del convegno - richiede una grande capacità di ascolto, di relazione e di attenzione ai problemi legati alla malattia. Se il medico è però stanco, tutte queste abilità si riducono in maniera significativa, e il rischio di incorrere in errori ovviamente tende a crescere". Gli studi dimostrano, infatti, come dopo 12 ore di veglia la risposta individuale sia considerevolmente alterata. E l''alterazione è maggiore quanto più si sta svegli. Non solo. In caso di prestazioni impegnative dal punto di vista fisico o emotivo diminuisce ancora di più la capacità di controllo: alcune ricerche hanno addirittura rilevato che nelle ore finali dei turni di notte, il 30% circa di errori poteva essere evitato. "L''importanza della sicurezza ed il significato dell''''imparare dall''errore'' - afferma Amedeo Bianco, presidente di FNOMCEO - sono specificati con chiarezza all''articolo 14 del Codice deontologico, che impone al medico la rilevazione, segnalazione e valutazione degli errori per il miglioramento della qualità delle cure. Punto di partenza per un efficace approccio al problema è, quindi - conclude Bianco - quello legato al principio secondo cui la prevenzione e la gestione dell''errore è un''attività che coinvolge l''esercizio professionale in senso stretto, e che l''errore può essere usato per migliorare l''organizzazione anche attraverso l''utilizzo di più idonee procedure professionali".  

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