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Politica e Sanità

15 Novembre 2011

In Puglia una riforma non convincente


Non convince gli Ordini dei farmacisti pugliesi l''emendamento alla legge di assestamento del  bilancio regionale, recentemente approvato dalla prima Commissione  consiliare, che prevede la revisione della pianta organica delle farmacie. La misura punta a ridurre il rapporto farmacie/abitanti nei  Comuni fino a 12.500 abitanti, portandoli da una farmacia ogni 5.000  (come previsto dalla legge nazionale) a una ogni 3.500.  Dio qui una lettera al presidente del Consiglio regionale Pietro  Pepe, al governatore Nichi Vendola e all''assessore alle Politiche della Salute, Alberto Tedesco. "L''emendamento che rivede il quorum -  spiega Gabriele Rampino, presidente della Consulta degli Ordini dei Farmacisti pugliesi - presenta alcune bizzarrie già in sede tecnica,  come avevamo provato a spiegare ai responsabili regionali nel corso di un''audizione del 9 giugno scorso. Tuttavia, prima e più ancora che il  merito, preoccupa il fatto che la Regione, con il suo intervento, crea i presupposti per un inevitabile contenzioso con lo Stato."Il servizio farmaceutico, infatti, con il suo ruolo di tutela della salute, "rientra infatti tra le materie di legislazione concorrente" spiega  Rampino. "Se la  disposizione che abbassa il quorum dovesse effettivamente essere  introdotta nell''ordinamento regionale, si aprirebbe certamente un  contenzioso con la Corte Costituzionale, con il risultato di creare  una paralisi del processo di ammodernamento del servizio farmaceutico  regionale, bloccando di fatto l''apertura di nuove farmacie”. "Abbiamo sentito il dovere di spiegare questo stato di cose alla Regione", aggiunge il senatore Luigi d''Ambrosio Lettieri, firmatario della lettera insieme a Rampino , come delegato regionale della FOFI. "E, in questa occasione, abbiamo ribadito che restiamo a disposizione per realizzare in tempi brevi, nel segno dell''efficienza e senza ricadute sul piano dei conflitti istituzionali, una riforma per ammodernare il servizio farmaceutico". Si tratta di "Misure concrete ed efficaci, che - precisa ancora d''Ambrosio Lettieri - se venisse istituito un tavolo tecnico di confronto tra Regione e rappresentanze della professione, come chiediamo da tempo, potrebbero essere assunte in tempi davvero brevi".

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